Welcome to Rome: intervista al direttore del Museo

Welcome to Rome è l’esperienza immersiva che consente di conoscere la storia di Roma, in maniera semplice ed immediata. 2700 anni condensati in 20 minuti, proiettati sullo schermo gigante e sulle pareti della sala dell’Ex Cinema Augustus. Già nel nome del Museo è chiaro quale è l’obiettivo che si pone: fornire le informazioni utili per comprendere la città eterna.

Un’iniziativa culturale che tanto mancava ad una città come Roma e per questo siamo andati ad incontrare il direttore Andrea Lanciano.

Direttore come è nata l’idea di questo museo?

Volevamo offrire uno strumento utile per chi non conosce ancora Roma: gli studenti, perché ancora giovani e gli stranieri che vengono da culture molto diverse dalla nostra e quindi possono avere difficoltà a comprendere la storia di Roma. Volevamo aiutare l’immaginazione dei turisti stranieri e fornire un punto di partenza per poter approfondire ed esplorare la storia della città. Il museo si trova a due passi da piazza Navona e molto spesso i gestori dei bed and breakfast qui intorno offrono ai loro ospiti l’ingresso al nostro museo. E’ diventata una buona pratica per loro, appena gli ospiti appoggiano le valigie, li portano qui come per presentargli la città.

Come ha reagito il pubblico?

Lascio parlare le recensioni che abbiamo ricevuto: abbiamo 5 stelle su tutte le piattaforme. La parola che i visitatori usano di più nel libro dei commenti è “grazie”. Significa che siamo stati utili alla comprensione della città e quindi che abbiamo fatto un buon lavoro.

Siamo stati sorpresi anche dai buoni risultati ottenuti con il pubblico italiano.

I romani hanno accolto con favore la nostra iniziativa. Vengono principalmente nel week-end. Genitori o nonni apprezzano molto questo strumento, che in maniera semplice può spiegare ai loro figli e nipoti quale è la storia della città in cui vivono. Abbiamo creato anche un ottimo rapporto con le scuole. I docenti sono entusiasti, perché questo strumento rende i contenuti molto più immediati e coinvolgenti così da creare uno stimolo per approfondire. Noi offriamo alle scuole anche la possibilità di organizzare una visita con gli archeologi. Dopo l’ora di visita qui al museo, possono aggiungere due ore di camminata nella città. Il professore può decidere il periodo storico da affrontare e quindi scegliere il percorso A, piuttosto che il percorso B eccetera.

Quando avete realizzato il video per raccontare la storia di Roma, avete utilizzato solo ricostruzioni 3D?

Durante il nostro video NON abbiamo utilizzato ricostruzioni 3D, con la tecnologia disponibile potevamo fare qualsiasi cosa, però abbiamo deciso volontariamente di non farlo, con grande sofferenza dei grafici che lavoravano alla realizzazione, che volevano aggiungere un effetto WOW.

Invece di ricostruire le immagini in 3D, abbiamo preferito utilizzare oggetti veri. Abbiamo statue, dipinti e il grande plastico della Roma Imperiale realizzato dall’architetto Italo Gismondi nel 1938. Siamo andati al Museo della Civiltà Romana e abbiamo effettuato delle riprese con risultati molto realistici.

Quali sono i progetti per il futuro?

Al momento siamo in una fase di consolidamento. Il museo è stato aperto nel 2017 e subito dopo c’è stato il Covid. Dal 2015 al 2017 abbiamo sviluppato i contenuti. Abbiamo deciso di non usare troppa tecnologia, utilizziamo dieci videoproiettori che devono essere sincronizzati con le audioguide nelle diverse lingue. Abbiamo sviluppato un software che gestisce tutti questi strumenti in modo che ci sia la possibilità per tutti di vederlo contemporaneamente.

Le tecnologie in questi anni hanno fatto un balzo in avanti, ma ancora non sembra ci siano sul mercato strumenti in grado di rendere più immersiva l’esperienza. I visori sono molto migliorati, ma un’esperienza di oltre dieci minuti è ancora un po’ disorientante. Aspettiamo di vedere che cosa succederà in futuro.

Quale è il rapporto che Welcome to Rome ha con la città di Roma?

Siamo convinti che in una città come Roma si possa vivere di cultura. Nel nostro piccolo abbiamo dimostrato che la cultura può essere una grande risorsa. Ci sono sette soci che hanno investito coraggiosamente per realizzare il museo Welcome to Rome. Lo spazio dove ci troviamo adesso era il cinema Augustus, che è stato chiuso per 15 anni, poi occupato. Noi lo abbiamo restituito alla comunità.

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Welcome to Rome

Museo Multimediale per un’esperienza immersiva

Un viaggio nella storia di Roma, ideato da Paco Lanciano

Classificazione: 4.5 su 5.
Museo Privato

E’ un esperienza molto interessante, immersiva, grazie alle proiezioni sul grande schermo e sulle pareti, aiuta a comprendere il contesto in cui è nata e si è sviluppata Roma. Una racconto che dura ben 2700 anni.

Così in poco più di 20 minuti è possibile scorrere la storia della città eterna, dalla fondazione sul Septimontium, alla Roma quadrata sul Palatino, la prima cerchia muraria voluta da Servio Tullio, alla città di prezioso marmo bianco voluta da Augusto, fino al massimo splendore della città imperiale di Costantino, alla caduta di Roma e dell’impero dell’Occidente, gli anni bui del Medioevo fino al rifiorire dell’arte nel rinascimento e poi ancora il barocco, il settecento, la repubblica romana di Garibaldi, la breccia di porta pia fino alla nascita del nuovo stato Italiano.

Usciti dalla sala cinematografica, si prosegue la visita entrando in alcune sale dove con l’aiuto di plastici e ologrammi è possibile ricostruire l’evoluzione dei monumenti: dalla Mole di Adriano fino a Castel Sant’Angelo, i fori imperiali durante la Roma repubblicana e poi imperiale, il passaggio dalla Basilica costantiniana alla grande basilica di San Pietro così come la conosciamo oggi.

Un racconto sapientemente architettato da Alcor srl, la società di produzioni di contenuti multimediali che da tempo, prima con il nome di Mizar, contribuisce alla divulgazione della storia di Roma, in modo accurato.

Mizar ha realizzato lo spettacolo dedicato ad Augusto e a Cesare, per anni in programmazione ai fori e che fino all’arrivo del Covid era considerato un’appuntamento imprescindibile nella primavera Romana (autori erano Piero Angela e Paco Lanciano). Sempre Mizar ha realizzato lo spettacolo alla domus che si trova sotto palazzo Valentini e i bellissimi video che al parco archeologico della Banditaccia riaccendevano le fiaccole nelle tombe etrusche, facevano comparire vasi e scudi alle pareti e tornare la vita nei sepolcri.
Per chi visita la città per la prima volta o per chi vive a Roma e vuole avere un quadro completo di come si sia sviluppata la città, questo spettacolo multimediale è fondamentale.

Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele II, 203 – 00186 Roma
Sito web: https://welcometo-rome.it/
Costo Indicativo del biglietto: 15,00 euro – ridotto 12,00 euro
Gratuità: per i docenti secondo un calendario promozionale pubblicizzato sul sito

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Costantino I

Cristiano e fondatore di Costantinopoli

Chi era Costantino?

Flavius Valerius Aurelius Constantinus, meglio noto come Costantino I o Costantino il Grande, imperatore Romano dal 306 al 337, nacque in una cittadina della Serbia il 27 febbraio 274 da Costanzo Cloro, Cesare d’Occidente ai tempi della tetrarchia di Diocleziano e da una donna greca di bassa condizione, moglie o forse concubina, di nome Elena.
Il 1 maggio 305 l’Augusto d’Occidente, Massimiano abdicò a favore del suo Cesare, Costanzo Cloro come aveva già fatto Diocleziano a favore di Galerio in Oriente.
Costanzo Cloro morì a luglio del 306 a York e l’esercito proclamò Costantino Augusto d’Occidente.

Secondo la successione prevista dalla tetrarchia, il legittimo erede di Cloro era Flavio Severo, i figli erano infatti esclusi, quindi Costantino non avrebbe avuto diritto all’impero.

Galerio, unico Augusto legittimo della tetrarchia, ristabilì le regole della tetrarchia investendo della carica di Augusto d’Occidente Flavio Severo, nominando però Costantino Cesare d’Occidente.

Il 28 ottobre 306 a Roma, Massenzio, figlio di Massimiano, si proclamò Augusto d’Occidente.

Massimiano prima sostenne le ambizioni del figlio, poi offrì la figlia Fausta in moglie a Costantino, insieme al suo sostegno per farlo proclamare Augusto d’Occidente.

Negli anni successivi si moltiplicarono le ribellioni e gli usurpatori. Per dirimere la questione nel novembre 308 Galerio convocò un convegno con Massimiano e Diocleziano. Decisero di proclamare come Augusto d’Occidente Liciniano Licinio. Massenzio venne dichiarato nemico pubblico.

Massimiano che aveva ordito intrighi per riconquistare il titolo di imperatore per sé, non avendo ottenuto nulla, cominciò a complottare anche contro il genero e alla fine venne condannato a morte da Costantino nel 310. Alla morte di Galerio nel 311, Costantino divenne Augusto d’Occidente.

Massenzio, che ancora gli contendeva il titolo, venne sconfitto il 28 ottobre 312 durante la battaglia di Ponte Milvio. Nel 313 tutte le controversie relative alla successione si conclusero: Costantino Augusto d’Occidente , Licinio Augusto d’Oriente.
Nel 324 con l’uccisione di Lucinio, Costantino diventò unico imperatore sull’Occidente e sull’Oriente e rimase al potere per i successivi 7 anni.

Per quale motivo è famoso Costantino?

Costantino è famoso per aver concesso la libertà di culto anche ai Cristiani ponendo fine alle persecuzioni sia in Occidente che in Oriente, per aver raggiunto il potere con una serie di efferati omicidi nella sua cerchia di parenti (lo suocero Massimiano, il cognato Licinio, il figlio Crispo, la moglie Fausta), per aver fondato Costantinopoli e per aver edificato le più importanti basiliche di Roma: San Pietro e San Paolo fuori le mura.
Due sono le leggende più famose riguardanti la sua vita.
La leggenda della battaglia di Ponte Milvio, secondo la quale in occasione dello scontro decisivo contro Massenzio, Costantino avrebbe avuto una visione: una croce nel cielo con l’insegna: “In hoc signo vince” – “Sotto questo segno vincerai” e avrebbe vinto perché sotto la protezione del Dio dei Cristiani.
La leggenda della guarigione dalla lebbra, diffusa in epoca medievale, secondo la quale Costantino, ammalato chiese aiuto a Papa Silvestro I. Il pontefice guarì l’imperatore e questi come dono gli diede la città di Roma, istituendo di fatto il potere temporale della Chiesa.

Cosa pensavano i contemporanei di lui?

Costantino è un personaggio complesso e le reazioni dei contemporanei riflettono una polarità, da una parte ci sono i cristiani che lo vedono come l’uomo scelto dall’unico Dio e dall’altra i pagani che lo vedono con l’uomo che si è trovato al posto giusto nel momento giusto e ha utilizzato tutti i mezzi per raggiungere il potere.

Eusebio Vescovo di Cesarea e Lattanzio, scritto e retore cristiano, ne esaltano gli aspetti religiosi e la predestinazione, mentre sono molto critici Zosimo, storico bizantino pagano e anticristiano e l’imperatore Giuliano l’Apostata, filosofo pagano e anticristiano, nel suo scritto Caesares rappresenta Costantino come un cattivo imperatore, convertitosi al cristianesimo perché attratto dal perdono che questa nuova religione offriva tramite il battesimo, essendosi macchiato di orrendi delitti contro i suoi stessi congiunti.

Quale eredità ci ha lasciato Costantino?

L’età costantiniana è un periodo particolarissimo e a seconda della lettura, può coincidere con la fine del mondo tardo antico e con l’inizio del era Cristiana. L’impero di Costantino durò 31 anni, secondo per durata solo ad Augusto e chiaramente lasciò un segno profondo anche nella città di Roma.

La città a quell’epoca contava circa 1.000.000 di abitanti, caso unico e irripetibile nel mondo antico occidentale. Costantino si preoccupò di abbellire e restaurare importanti edifici antichi, nel segno del rispetto della tradizione, come la Casa delle Vestali, il Circo Massimo e la Meta Sudante, nei pressi del Colosseo. Costruì opere pubbliche di grande importanza, come le terme di Costantino, sul lato ovest del Quirinale, di cui non rimangono tracce.
Nella sua politica c’era anche un intento di favorire e diffondere il Cristianesimo e si occupò di edificare le grandi basiliche cristiane, fuori dal centro della città:

  • la basilica di San Giovanni in Laterano,
  • la basilica di San Pietro al Vaticano,
  • la basilica di San Paolo fuori le mura,
  • la basilica di San Lorenzo fuori le mura,
  • la basilica di Santa Croce in Gerusalemme,
  • la chiesa di Sant’Agnese sulla nomentana
  • e la chiesa dei Santi Pietro e Marcellino ad duos Lauros

Sopra le distrutte caserme degli equites singulares di Masenzio, edificò l’enorme basilica del Laterano. Questo edificio si estendeva in buona parte anche sui possedimenti dell’imperatore stesso.

Si occupò dell’edificazione delle basiliche sulle tombe di San Pietro in Vaticano e di San Paolo sull’Ostiense, fece erigere la basilica di Santa Croce in Gerusalemme dove conservare le reliquie della Santa Croce e gli strumenti della Passione, raccolti da sua madre Elena nel suo viaggio a Gerusalemme.

In suo onore nel 315 il Senato fece costruire l’Arco di Costantino, utilizzando materiale già esistente.

La sua figura ha dominato il pensiero occidentale e Cristiano per secoli.
Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/roma-costantiniana_(Enciclopedia-Costantiniana)/

Testa colossale di Costantino conservato presso i Musei Capitolini di Roma


Flavius Valerius Costantinus (27 febbraio 274 d.C.) nasce a Naissus antica città della Serbia

Imperatore romano dal 25 luglio 306 d.C. al 22 maggio 337 d.C.
Durata del Regno: 31 anni

Predecessore: Costanzo Cloro
Successore:  Costantino II, Costanzo II e Costante I
Dinastia: Costantiniana

Come è morto Costantino? Morì di vecchiaia

Elenco degli imperatori Romani d’Occidente

Cronologia:
274 d.C. – 27 febbraio – nasce a Naissus, nella provincia della Mesia Prima (nella moderna Serbia).

1 maggio 305 d.C. – Diocleziano abdicò a favore del proprio Cesare Galerio e lo stesso fece Massimiano in Occidente, a favore di Costanzo Cloro il padre di Costantino.

25 luglio 306 – Costanzo Cloro muore e l’esercito proclama il figlio Costantino Augusto d’Occidente

311 morte dell’imperatore Galerio, fanno parte della tetrarchia Costantino, Licinio, Massenzio e Massimino

28 ottobre 312 battaglia di Ponte Milvio, morte di Massenzio, Costantino prende il controllo di tutta l’Italia

313 Massimino viene sconfitto da Licinio e si suicida

313 – Editto di Milano – il Cristianesimo diventa una religione accettata nell’Impero Romano

320 Costantino autorizza e finanzia la costruzione della Basilica di San Pietro a Roma

324 Costantino sconfigge Licinio e rimane unico imperatore

324 Costruzione della Basilica di San Paolo fuori le mura per volontà di Costantino

330 viene inaugurata Costantinopoli, nuova capitale dell’impero. L’antica Bisanzio era stata scelta dall’imperatore nel 324, ampliata ed ingrandita, fu il centro dell’impero d’oriente fino al 1453

22 maggio 337 – in punto di morte Costantino di fa battezzare cristiano

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Ricostruzione del Colosso di Costantino

Alla fine del Quattrocento, i frammenti della statua di Costantino furono collocati al Palazzo dei Conservatori. Nel 2022, è stata inaugurata una replica 1:1 al Giardino di Villa Caffarelli, ricostruita grazie alla tecnologia digitale e per celebrare l’imperatore.

Elena la madre irrequieta e indomabile di Costantino

Elena di Drepano, madre di Costantino, fu ostessa a Drepano, dove incontrò Costanzo Cloro. Elevata a Augusta, si convertì al cristianesimo e affrontò tragedie familiari, incluso l’assassinio del nipote Crispo. Morì tra tributi e memoria storica.

Il Mausoleo di Santa Costanza

Sperimentare la sospensione del tempo, tra la fine del mondo pagano e l’avvento dell’era cristiana Il Mausoleo, costruito tra il 340 -345 d.C. all’interno del complesso monumentale di S.Agnese fuori le mura, si trova sulla via Nomentana.Siamo nell’ultimo periodo della Storia Antica, in 126 anni si entrerà nel Medioevo. In questa chiesa già comincia a…

Elenco degli Imperatori Romani

L’impero Romano ebbe inizio con Ottaviano Augusto nel 27 a.C. se escludiamo Cesare dalla lista degli imperatori. Venne suddiviso in Impero Romano d’Occidente e Impero Romano d’Oriente, come due unità pienamente distinte ed autonome, nel 395 d.C.. L’Impero Romano d’Occidente cadde nel 476 d.C. ed il destino volle che il nome dell’ultimo imperatore fosse il nome del primo Re di Roma: Romolo.

L’Impero Romano d’Oriente crollò circa mille anni dopo, con la caduta di Costantinopoli nel 1453.

Dinastia Giulio-Claudia  (27 a.C.-68 d.C.): Ottaviano Augusto | Tiberio | Caligola | Claudio | Nerone Guerra Civile (68-69):Galba | Otone | Vitellio
Dinastia Flavia (69-96): Vespasiano | Tito | Domiziano
Imperatori Adottivi (96-138): Nerva | Traiano | Adriano
Dinastia Antonini (138-192): Antonino Pio | Lucio Vero | Marco Aurelio | Commodo
Guerra civile romana (193-197): Pertinace | Didio Giuliano
Dinastia dei Severi (193-235): Settimio Severo | Caracalla | Macrino | Eliogabalo | Alessandro Severo
Crisi del III secolo (235-284): Massimino il Trace | Gordiano I | Gordiano II | Pupieno e Balbino | Gordiano III | Filippo l’Arabo | Decio | Erennio Etrusco | Treboniano Gallo | Ostiliano | Emiliano
Dinastia valeriana (253-268): Valeriano | Galieno
Imperatori Illirici (268-284): Claudio II, il Gotico | Quintillo | Aureliano |Tacito | Floriano | Probo | Caro | Carino | Numeriano
Riforma tetrarchica (284-306): Diocleziano | Massimiano | Costanzo Cloro | Galerio
Guerra civile romana (306-324): Flavio Severo | Licinio | Massimino Daia|Massenzio
Dinastia costantiniana (306-363): Costantino I | Costantino II | Costanzo II | Costante | Giuliano | Gioviano
Dinastia valentiniana e teodosiana (364-395): Valentiniano I | Valente | Graziano | Valentiniano II | Teodosio
Dinastia teodosiana (395-455): Onorio | Valentiniano III
Ultimi imperatori (455-476): Petronio Massimo | Avito | Maggiorano | Libio Severo | Antemio | Anicio Olibrio | Glicerio | Giulio Nepote | Romolo Augusto

Nome ItalianoNome LatinoData di NascitaAnni di vitaData di morteIn carica  da – aAnni in caricaCausa della morte
OttavianoGaius Iulius Caesar Octavianus Augustus23 settembre 63 a.c.7719 agosto 14 d.c.27 a.c.- 14 d.c.41vecchiaia
TiberioTiberius Iulius Caesar Augustus16 novembre 42 a.c.7916-mar-3714-3723malattia
CaligolaGaius Iulius Caesar Augustus Germanicus31-ago-122924-gen-4137-414assassinato dai pretoriani
ClaudioTiberius Claudius Caesar Augustus Germanicus1 agosto 10 a.c.6413-ott-5441-5413avvelenato probabilmente da Agrippina Minore
NeroneNero Claudius Caesar Augustus Germanicus15-dic-373109-giu-6854-6814suicidio assistito
GalbaServius Sulpicius Galba Caesar Augustus24 dicembre 3 a.c.7215-gen-6968-691assassinato dai pretoriani
OtoneMarcus Salvius Otho Caesar Augustus25-apr-323716-apr-69690suicidio

Busto di Giulio Cesare

Busto di Giulio Cesare
Collezione Boncompagni Ludovisi

Testa e collo in bronzo, il mantello è realizzato in calcare rosso del Cattaro
L’ opera è stata eseguita in età moderna da un’officina operante nell’Italia settentrionale come suggerito dall’impiego del calcare rosso del Cattaro prevalentemente utilizzato nella zona nord-orientale della penisola.

In particolare il busto potrebbe essere stato eseguito dalla stessa officina mantovana che nel XVI secolo produceva sculture prevalentemente di personaggi illustri per le collezioni dei Gonzaga.

Busto di Giulio Cesare


Palazzo Altemps – sede del Museo Nazionale Romano
Indirizzo: Piazza S. Apollinare, 46 – 00186 Roma

Fanno parte del Museo Nazionale Romano
Palazzo Massimo
Terme di Diocleziano
Crypta Balbi – attualmente chiusa per restauro

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Il Galata suicida

Un personaggio maschile è raffigurato in piedi nell’atto di trafiggersi il collo con una corta spada, mentre con la mano sinistra, cerca di sorreggere una donna morente che si accascia al suo fianco.


Le due figure, che presentano un’iconografia ben definita dalla capigliatura a lunghe ciocche scomposte e dall’abbigliamento della donna di stile orientale, poggiano su armi di tipo celtico: uno scudo ovale e un fodero di spada.
L’interpretazione dei due personaggi come Galati (popolazione celtica dell’Asia Minore) ha messo in connessione quest’opera con la famosa scultura del Galata morente conservata ai Musei Capitolini.

Le due opere potrebbero essere pertinenti a un unico gruppo statuario, copia in marmo dell’originale bronzeo realizzato dal celebre scultore Epigonos su commissione del re di Pergamo Attalo I per celebrare la sua vittoria sui Galati nel 240 a.C.
Le due sculture – il Galata suicida e il Galata morente – provengono con ogni probabilità dall’area della villa Ludovisi dove in età romana sorgevano gli Horti Sallustiani già appartenuti a Giulio Cesare.
Il rinvenimento presso la residenza cesariana porta a ritenerle copie simboliche commissionate da Cesare stesso a ricordo delle sue vittorie contro i Galli, popolazione celtica d’Occidente.

Il Galata Suicida

Palazzo Altemps – sede del Museo Nazionale Romano
Indirizzo: Piazza S. Apollinare, 46 – 00186 Roma

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Statua di Ares

La scultura raffigura il dio della guerra nudo, con una muscolatura molto accentuata, seduto su una roccia in una posizione di riposo. Nella mano sinistra sostiene una spada mentre ai suoi piedi è un piccolo Eros che gioca tra lo scudo e l’elmo, come allusione al rapporto amoroso tra Ares e Afrodite.

Il Canopo di Villa Adriana

Nel museo, ricavato in alcuni ambienti della villa presso il Canopo, alcuni materiali provenienti dagli scavi ci aiutano nel compito ricostruttivo.

La maggior parte delle sculture sono copie di originali famosissimi: le Cariatidi dell’Eretteo di Atene, l’Amazzone di Policleto, la Venere Cnidia di Prassitele, l’Amazzone di Fidia.

Tali copie ci suggeriscono un altro aspetto della personalità dell’imperatore Adriano, quello di raffinato intenditore d’arte. Del resto tutta la villa è concepita come un capolavoro d’arte per consentire, nel suo interno, un tipo di vita ispirato da ideali estetici.

Parco archeologico Villa Adriana, Tivoli (RM)

Il plastico di Villa Adriana

Nel 1905, la Scuola degli Ingegneri di Roma effettuò un rilievo topografico della Villa Adriana, pubblicato nel 1906, introducendo una rappresentazione in scale 1:3000 e 1:500. Questo lavoro ha verificato le planimetrie precedenti e ha facilitato nuove valutazioni archeologiche.

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I mosaici del complesso Hospitalia

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I mosaici del complesso Hospitalia

Hospitalia, come dice il nome stesso, era il complesso della Villa dedicato alle stanze per gli Ospiti.

Era composto da un ampio corridoio su cui si apriva una doppia serie di cubicola (stanze da letto), in tutto dieci, disposti a forma di T, ciascuna stanza conteneva tre letti.

Sappiamo con esattezza il numero dei letti per ogni stanza perché la loro posizione era indicata sul pavimento con un diverso disegno del mosaico.

I mosaici sono l’elemento più bello del complesso, sono tutti di tipo geometrico a tessere bianche e nere; con motivi complessi e decorativi come elementi floreali variamente combinati fra loro, ogni cubiculum ha un diverso decoro musivo.
La scelta di mettere mosaici bianchi e neri, invece che policromi, come in altre aree più nobili della villa, indicano che le stanze fossero destinate a personale di medio rango, al seguito dell’imperatore (ufficiali della coorte pretoria, e a sacerdoti).

Parco Archeologico Villa Adriana
Piazza Marguerite Yourcenar 1 Tivoli (RM)

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Un bambino speciale

Annio Vero, anzi “Verissimo”

Questo busto di fanciullo proviene dalla Villa di Tivoli dell’imperatore Adriano.
Non ci sono molte informazioni a riguardo, si tratta sicuramente di un principe della famiglia imperiale. Colpisce lo sguardo già serio di questo bimbetto che non avrà più di sette anni.
Il riconoscimento è difficile, ma potrebbe trattarsi del giovane principe Annio Vero.

Per raccontare chi fosse questo Annio Vero, useremo le parole che Marguerite Yourcenar ha fatto pronunciare all’imperatore protagonista del suo capolavoro “Memorie di Adriano”:

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“Ti ho conosciuto in culla, piccolo Annio Vero, che oggi, per mio volere, ti chiami Marc’ Aurelio.

In uno degli anni più belli della mia vita, nell’epoca che segna l’erezione del Pantheon, per affetto verso i tuoi t’avevo fatto eleggere membro del santo collegio dei Fratelli Arvali, al quale presiede l’imperatore medesimo, e che perpetua piamente i più antichi costumi religiosi di Roma; durante il sacrificio, che quell’anno ebbe luogo in riva al Tevere, ti ho tenuto per mano; ho guardato con divertita tenerezza il tuo contegno di bimbetto di cinque anni, spaventato dalle strida del porcellino immolato, ma pure pronto a far del suo meglio per imitare il contegno grave dei grandi. Mi interessai dell’educazione di quel fanciullino troppo serio; aiutai tuo padre a sceglierti i maestri migliori. Vero, il Verissimo: scherzavo con il tuo nome: tu sei forse il solo essere che non mi abbia mentito mai.
T’ho visto leggere con passione gli scritti dei filosofi, vestirti di lana ruvida, dormire sulla nuda terra, costringere il tuo corpo gracile a tutte le mortificazioni degli stoici: atteggiamenti che non mancano di eccesso; ma, a diciassette anni, l’eccesso è una virtù.
A volte, mi chiedo contro quale scoglio farà naufragio tutto ciò, poiché si fa sempre naufragio: sarà una sposa, un figlio troppo amato, uno di quei tranelli legittimi nei quali restano impigliati i cuori più timorati e puri; o sarà più semplicemente l’età, la malattia, la stanchezza, il disinganno che ci avverte che, se tutto è vano, lo è anche la virtù? Immagino, al posto del tuo volto candido di adolescente, il tuo viso stanco di vecchio. Sento quanta dolcezza, quanta debolezza forse, si celi dietro la fermezza che hai imparata tanto bene, indovino in te la presenza d’un genio che non è necessariamente quello dell’uomo di Stato; il mondo sarà migliorato indubbiamente per sempre per averlo visto associato una volta al potere supremo. Ho fatto il necessario affinché tu fossi adottato da Antonino […] Credo di offrire agli uomini l’unica occasione che avranno mai di realizzare il sogno di Platone, di vedere regnare su di loro, un filosofo dal cuore puro.”

Fonte: Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar – Super ET – Casa editrice Einaudi – edizione 30 – anno 2023 – pagine 245-246

Musei Capitolini
Indirizzo: Piazza del Campidoglio 1 – 00186 Roma
Sito web: http://www.museicapitolini.org/
Costo Indicativo del biglietto: 11,50 euro intero

Musei dedicati a Roma Antica:
Musei Capitolini
Museo Centrale Montemartini
Musei Vaticani
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Piazza del Campidoglio

Michelangelo, su incarico di Paolo III Farnese, progettò piazza del Campidoglio a Roma, creando uno spazio pubblico innovativo. Mantenne il Palazzo senatorio e il Palazzo dei Conservatori, aggiungendo il Palazzo nuovo. Al centro, collocò il monumento equestre di Marco Aurelio. L’opera fu completata da altri architetti nel Seicento.

Agrippina Maggiore

Agrippina Maggiore, figlia di Marco Vipsanio Agrippa e Giulia, sposò Germanico e ebbe nove figli, tra cui Caligola e Agrippina Minore. Celebre per il suo coraggio, divenne bersaglio della gelosia di Tiberio. Dopo la morte di Germanico, fu esiliata a Ventotene, subendo gravi maltrattamenti fino alla morte per digiuno.

La statua del Marforio

La statua colossale Marforio, risalente al II-III secolo d.C. e rappresentante Oceano, si trova nel Campidoglio dal 1592. Originariamente nel Martis forum, è diventata una statua parlante per esprimere lamentele contro le autorità. È stata restaurata e ristrutturata diverse volte, inclusa la trasformazione in Museo Capitolino nel 1733.

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Rilievo di Antinoo rappresentato come il Dio dei boschi

Antinoo, giovane bitinio amato dall’imperatore Adriano, perse la vita nelle acque del Nilo in circostanze oscure.
Dopo la morte, per volontà dell’imperatore, gli furono tributati onori divini e la sua immagine fu celebrata attraverso opere che lo ritraevano assimilato ad una dio.

Nel rilievo, Antinoo è raffigurato come il dio dei boschi, Silvano, coronato di un ramo di pino, con la falcula nella mano destra ed un cane al seguito.

Nella cornice agreste del rilievo, dinanzi all’imponente figura di Antinoo, spicca un altare, su cui è apposta, in caratteri greci, un’iscrizione che restituisce la firma dell’autore dell’opera: “Antonianos di Afrodisia”.

Il rilievo, di grande pregio artistico, proviene da un’area residenziale e decorava presumibilmente un sacrario dedicato al giovane divinizzato.

Fonte: pannelli espositivi di Palazzo Massimo

L’opera aveva colpito anche la scrittice Marguerite Yourcenar che, in un bellissimo brano di “Memorie di Adriano”, inserisce la descrizione di questo capolavoro:

“Non appena egli cominciò a contare nella mia vita, l’arte ha smesso d’esser un lusso, è diventata una risorsa, una forma di soccorso.
Ho imposto al mondo questa immagine: oggi, esistono più copie dei ritratti di questo fanciullo che non di qualsiasi uomo illustre, di qualsiasi regina.

Sulle prime, mi stava a cuore far registrare dalle statue la bellezza successiva d’una forma nel suo mutare; in seguito, l’arte divenne una specie di magia, capace di evocare un volto perduto.

Le immagini colossali mi sembravano un mezzo per esprimere le vere proporzioni che l’amore conferisce agli esseri; queste immagini, le volevo enormi come un volto visto da vicino, alte e solenni come le visioni degli incubi, pesanti come il ricordo che mi perseguita. Esigevo una finitezza perfetta, una perfezione assoluta, quella divinità che rappresenta per coloro che lo hanno amato ogni essere morto a vent’anni; e, otre la somiglianza esatta, volevo la presenza familiare, tutte le irregolarità d’un viso più caro della bellezza stessa. […]

Poi, vi sono i ritratti dopo la morte; ivi, la morte è passata: sono grandi volti dalle labbra sapienti, dense di segreti che non sono più i miei, poiché non sono più quelli della vita.

C’è quel bassorilievo nel quale Antoniano Cario ha dotato d’una grazia che non è di questa terra il vendemmiatore vestito di seta grezza, il muso del cane che gli si accosta amichevolmente alla gamba nuda.”

Fonte: Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar -SuperET – Edizioni Einadi – 30sima edizione 2023 , pagine 123-124

Collocazione: conservato presso il Museo Nazionale Romano, sede di Palazzo Massimo

Il personaggio: Antinoo era nato a Bitinio, città della Bitinia, che chiamavano anche Claudiopoli: era stato un suo amasio [di Adriano] ed era morto in Egitto, sia che fosse caduto nel Nilo, secondo quanto scrive Adriano, sia che fosse stato immolato in sacrificio, secondo la verità dei fatti.
Infatti Adriano, come ho detto, era sempre molto superstizioso e ricorreva a indovini e ad arti magiche d’ogni genere.
Così dunque onorò Antinoo, o perché lo aveva amato, o perché questi era andato volontariamente incontro alla morte (per ciò che fece, infatti, [Adriano] aveva bisogno di un’anima che si sacrificasse volontariamente), tanto che fondò una città nel luogo in cui [Antinoo] era andato incontro a quella fine, e la chiamò col suo nome.
Inoltre, Adriano gli dedicò delle statue, o piuttosto delle immagini sacre, in quasi tutta l’ecumene.
Infine, disse di aver Visto di persona una stella, quella di Antinoo, e ascoltava con compiacimento i suoi familiari che raccontavano la leggenda della stella di Antinoo, nata dalla sua anima e apparsa allora per la prima volta.
Per questa storia, dunque, Adriano era oggetto d’ironia, ma anche perché quando morì Paolina, sua sorella, non si affrettò a renderle alcun onore.
Fonte: Cassio Dione, Storia Romana, volume ottavo, libro LXIX, pagine 115, 117 – BUR, dicembre 2009

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Adriano

Publio Elio Adriano fu imperatore romano dal 117 al 138 d.C. Esperto di arti militari, architetto, poeta, pittore e amante del bello, ha lasciato una memoria indelebile nell’Occidente. Tra gli imperatori Romani, grazie all’opera di Margherite Yourcenar , “Memorie di Adriano”, è quello che sentiamo più vicino alla nostra sensibilità moderna.