La Loggia dipinta è uno degli ambienti più suggestivi del palazzo.
Posta sopra il portico meridionale, è interamente decorata da affreschi attribuiti ad Antonio Viviani che li esegui intorno al 1595 per il cardinale Marco Sittico Altemps.



Lo spazio aperto definito dalle tre arcate a riquadri prospicienti il cortile è dipinto come un giardino incantato, con piante di diversa fioritura e di vite che crescono su tralicci di legno disegnati a creare aeree architetture prospettiche come, sempre a Roma, nel Palazzo Rospigliosi e a Villa Giulia.

La vegetazione del pergolato è popolata di uccelli e vari animali e di frutta (come l’ananas) importati dal Nuovo Mondo in seguito alle recenti scoperte geografiche.
La Virtù, la Fama e i riferimenti araldici delle famiglie Orsini e Altemps definiscono lo spazio illusivo nelle lunette laterali – la soluzione di putti che giocano con animali esotici come lo struzzo, già ellenistica, è ripresa da un disegno di Raffaello – mentre il lato orientale è chiuso da una fontana incorniciata da un’edicola classicheggiante rivestita di marmi, stucchi e raffinatissimi mosaici in pasta vitrea, fiancheggiata da due statue di portatori d’acqua e sormontata da un elegante coronamento composto da tre piccoli Fauni sotto a una conchiglia.
In consonanza con la sistemazione altempsiana delle sculture nella loggia è stata riproposta, assieme ad are iscritte, una galleria di ritratti dei dodici Cesari, collocati su due basi rinascimentali e altre dieci di restauro.





Non tutti i ritratti hanno un’attribuzione certa. Molti di essi sono probabilmente di privati ai quali, in epoca moderna, è stato assegnato arbitrariamente un nome imperiale per favorire i collezionisti desiderosi di completare la serie degli imperatori come quella dei filosofi, pure sempre in auge.

A tale scopo si operarono numerose falsificazioni, conferendo a ritratti anonimi l’iconografia degli imperatori “rari”, dedotta sovente dalle effigi delle monete.
Nessun dubbio rimane però sul busto di Adriano che chiude la rassegna in cui la struttura compatta e turgida del volto e del collo sembra confermare quanto tramandato dalle fonti circa la robustezza dell’imperatore, che in questa immagine dunque non sarebbe ancora raffigurato nella regalità ideale e divina del suo mandato.
Fonte: Museo Nazionale Romano, a cura di Adriano La Regina, 2005 Ministero per i beni e le attività culturali, Soprintendenza Archeologica di Roma, Mondadori Electa S.p.A., Milano, pagine 144-145.
Palazzo Altemps
Indirizzo: Piazza S. Apollinare, 46 – 00186 Roma
Sito web: https://museonazionaleromano.beniculturali.it/palazzo-altemps/
Costo Indicativo del biglietto: 8,00 euro
Gratuità: prima domenica del mese
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