Vicus Caprarius – La Città dell’Acqua


Un viaggio nella Roma nascosta, a due passi dalla Fontana di Trevi

A pochi metri dalla folla che ogni giorno si accalca davanti alla Fontana di Trevi, esiste un luogo silenzioso, fresco, inatteso.
Un luogo dove Roma rivela la sua natura più profonda: la città costruita su se stessa, strato dopo strato, memoria dopo memoria.

È il Vicus Caprarius – La Città dell’Acqua, un’area archeologica sotterranea scoperta nel 1999 durante i lavori di ristrutturazione dell’ex Cinema Trevi.
Un ritrovamento che ha riportato alla luce un intero frammento di quartiere romano, perfettamente conservato sotto il livello stradale moderno.

Un quartiere romano sotto i tuoi piedi

Il Vicus Caprarius non è un semplice scavo: è un pezzo di città.
L’area, estesa per circa 350 mq, conserva:

  • un’insula (una casa popolare a più piani) costruita dopo il grande incendio di Nerone del 64 d.C.;
  • un castellum aquae, una cisterna collegata all’Acquedotto Vergine, ancora oggi attivo e alimentatore della Fontana di Trevi;
  • ambienti abitativi, corridoi, scale, pavimenti e muri che raccontano la vita quotidiana di Roma in età imperiale.

Passeggiare tra queste strutture significa entrare in un paesaggio urbano antico, dove l’acqua scorre ancora tra le canalizzazioni originali.

Il nome: un omaggio a Giunone Caprina

Il toponimo Vicus Caprarius rimanda a un culto arcaico: quello di Giunone Caprina, dea legata alla fertilità, ai confini e ai cicli vitali.
Nelle vicinanze sorgeva la Palus Caprina, una palude sacra dove, secondo la leggenda, Romolo ascese al cielo il 7 luglio, durante le celebrazioni dedicate alla dea.

Il Vicus Caprarius diventa così un luogo simbolico:
un punto di contatto tra la Roma pastorale dei re e la Roma monumentale degli imperatori.

Agrippa, Augusto e la rifondazione della città

Quando l’insula e la cisterna del Vicus erano in uso, Roma stava cambiando volto.
Agrippa, amico e collaboratore di Augusto, stava realizzando un progetto urbanistico senza precedenti:

  • l’Acquedotto Vergine,
  • le Terme di Agrippa,
  • e il Pantheon, costruito proprio nell’area della Palus Caprina.

Il Vicus Caprarius è quindi un tassello prezioso per comprendere la rifondazione augustea: un momento in cui la città si reinventa, ma senza cancellare le sue radici più antiche.

La Città dell’Acqua: un museo nato da una collaborazione virtuosa

La scoperta del 1999 ha dato vita a uno dei primi esempi di collaborazione pubblico‑privato nella valorizzazione del patrimonio romano.
Il Gruppo Cremonini, proprietario dell’edificio, ha scelto di finanziare gli scavi e trasformare l’area in un museo aperto al pubblico.

Oggi il Vicus Caprarius è un luogo unico: un museo sotterraneo dove l’acqua scorre ancora, dove la luce filtra tra le pietre antiche, dove Roma si racconta senza bisogno di parole.

Vicus Caprarius, città dell’Acqua: Vicolo del Puttarello, a 100 metri dalla Fontana di Trevi.
Sito: https://www.vicuscaprarius.com/
Biglietto: 4,00 euro intero

Periodo di costruzione:
– I secolo d.C.: insula post‑neroniana
– Età augustea: cisterna dell’Acquedotto Vergine
– Medioevo: riutilizzi e trasformazioni

Cosa vedere:

  • Resti di un’insula a più piani
  • Castellum aquae con vasche e canalizzazioni
  • Materiali rinvenuti: ceramiche, lucerne, monete
  • Strutture murarie che mostrano secoli di storia sovrapposta

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