GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

Museo Nazionale

Classificazione: 3 su 5.
Roma Pass

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (conosciuta anche come GNAM) rappresenta la più grande collezione di arte italiana contemporanea.
La galleria è stata aperta nel 1883 e custodisce circa 20.000 opere tra dipinti, disegni, sculture e installazioni.
Queste opere testimoniano le principali correnti artistiche dall’Ottocento ai nostri giorni: dal Neoclassicismo all’Impressionismo, dalle Avanguardie storiche dei primi anni del Novecento al Futurismo, al Surrealismo e al Novecento.
È un luogo ideale per immergersi nella storia dell’arte moderna e contemporanea italiana.
Le opere più famose: tra le opere celebri sono qui conservati i capolavori di artisti come Giacomo Balla, Amedeo Modigliani, Giorgio de Chirico, Umberto Boccioni e molti altri.


Indirizzo: Viale delle Belle Arti 131 – 00197 Roma

Sito web: https://lagallerianazionale.com/

Costo Indicativo del biglietto: 10,00 euro

Gratuità: ogni prima domenica del mese in occasione dell’iniziativa Domenica al Museo promossa dal Ministero della Cultura

Musei di arte moderna e contemporanea:
MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo
Casa Museo Giacomo Balla
Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, il Costume e la Moda dei Secoli XIX e XX
Palazzo delle Esposizioni
Auditorium Parco della Musica
Museo casa Moravia
Museo Bilotti Aranciera Villa Borghese
Casina delle Civette

Tour Virtuale con Google Arts

Morte di Giulio Cesare

L’eterno ricordo delle Idi di marzo

Gaio Giulio Cesare è sicuramente uno dei personaggi storici che più ha influenzato l’immaginario collettivo dell’Occidente. Il suo nome è rimasto sinonimo di “imperatore” e la sua influenza ha segnato la storia romana.
All’interno dei Fori Romani, nella parte più antica e più sacra, si trova il tempio del Divo Giulio, proprio vicino alla Regia.
Ogni anno, in occasione del 15 marzo, che dovrebbe corrispondere circa alle Idi di marzo, molte persone si recano qui per portare biglietti e fiori in memoria del grande Dictator, assassinato nel 44 a.C.

Cesare non ha mai lasciato indifferenti, è stato amato o odiato, sia quando era in vita, sia dopo la morte.

Dante collocherà Bruto e Cassio nella bocca di Lucifero, condannati ad essere masticati in eterno nel punto più profondo dell’inferno. Insieme a Giuda Iscariota, incarnavano la figura del traditore.
Shakespeare ha dedicato al grande condottiero romano una delle sue immortali tragedie.

Svetonio nel suo “Vita dei Cesari” ci offre una testimonianza interessante di come veniva raccontata la figura di Cesare, pochi anni dopo la morte e dell’impressione che lasciò il suo assassinio:

“81. Ma la morte imminente fu annunciata a Cesare da chiari prodigi. […] mentre faceva un sacrificio, l’aruspice Spurinna lo ammonì di fare attenzione al pericolo che non si sarebbe prolungato oltre le idi di marzo. […] Nella notte che precedette il giorno della morte, Cesare stesso sognò di volare al di sopra delle nubi e di stringere la mano di Giove; la moglie Calpurnia sognò invece che crollava la sommità della casa e che suo marito veniva ucciso tra le sue braccia; poi, d’un tratto, le porte della camera da letto si aprirono da sole.

In seguito a questi presagi, ma anche per il cattivo stato della sua salute, rimase a lungo indeciso se restare in casa e differire gli affari che si era proposto di trattare davanti al Senato; alla fine, poiché Decimo Bruto lo esortava a non privare della sua presenza i senatori accorsi in gran numero che lo stavano aspettando da un po’, verso la quinta ora uscì. Camminando, prese dalle mani di uno che gli era venuto incontro un biglietto che denunciava il complotto, ma lo mise insieme con gli altri, come se volesse leggerlo più tardi. Dopo aver fatto quindi molti sacrifici, senza ottenere presagi favorevoli, entrò in curia, passando sopra ogni scrupolo religioso, e si prese gioco di Spurinna, accusandolo di dire il falso, perché le idi erano arrivate senza danno per lui. Spurinna, però, gli rispose che erano arrivate, ma non erano ancora passate.

82. Mentre prendeva posto a sedere, i congiurati lo circondarono con il pretesto di rendergli onore e subito Cimbro Tillio, che si era assunto l’incarico dell’iniziativa, gli si fece più vicino, come se volesse chiedergli un favore: Cesare però si rifiutò di ascoltarlo e con un gesto allora gli fece capire di rimandare la cosa ad un altro momento; Tillio gli afferrò la toga alle spalle e mentre Cesare gridava: « Ma questa è violenza bell’e buona! » uno dei due Casca lo ferì dal di dietro, poco sotto la gola.

Busto di Marco Bruto

Cesare, afferrato il braccio di Casca, lo colpì con il suo stilo, poi tentò di buttarsi in avanti, ma fu fermato da un’altra ferita. Quando si accorse che lo aggredivano da tutte le parti con i pugnali nelle mani, si avvolse la toga attorno al capo e con la sinistra ne fece scivolare l’orlo fino alle ginocchia, per morire più decorosamente, coperta anche la parte inferiore del corpo.

Così fu trafitto da ventitré pugnalate, con un solo gemito, emesso sussurrando dopo il primo colpo; secondo alcuni avrebbe gridato a Marco Bruto, che si precipitava contro di lui:« Anche tu, figlio? »

Privo di vita, mentre tutti fuggivano, rimase lì per un po’ di tempo, finché, caricato su una lettiga, con il braccio che pendeva in fuori, fu portato a casa, da tre servi. Secondo il referto del medico Antistio, di tante ferite nessuna fu mortale ad eccezione di quella che aveva ricevuto per seconda in pieno petto.

I congiurati avrebbero voluto gettare il corpo dell’ucciso nel Tevere, confiscare i suoi beni e annullare tutti i suoi atti, ma rinunciarono al proposito per paura del console M. Antonio e del maestro dei cavalieri Lepido.”

Svetonio, Vita dei Cesari, Garzanti i grandi libri – Traduzione di Edoardo Noseda – finito di stampare nel mese di maggio 2008

I congiurati probabilmente scelsero le idi di Marzo perché erano una data molto speciale nel calendario Romano, era la festa di Anna Perenna, una sorta di capodanno e il popolo era particolarmente distratto.

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Il Tempio del Divo Giulio

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Michelangelo

Il genio del Rinascimento

Chi era Michelangelo?

Michelangelo nacque a Caprese, al tempo un paese sotto il dominio di Firenze, da Ludovico Buonarroti e Francesca Neri. La famiglia Buonarroti era di origine nobile, ma decaduta e il padre aveva accettato il ruolo di podestà nel paesino per necessità. Michelangelo fin da bambino cominciò a dimostrare il suo talento, il padre all’inizio era contrariato, ma poi cedette il figlio alla bottega del Ghirlandaio, percependo un piccolo salario per il figlio apprendista. Il suo primo capolavoro romano è del 1499, la Pietà, realizzata quando aveva 24 anni.

Michelangelo aveva un carattere piuttosto difficile e tendente all’ira, amava la solitudine, era omosessuale. Amò solo una donna: Vittoria Colonna, nobildonna della prestigiosissima famiglia romana, con la quale aveva un profondissimo scambio epistolare e peotico. Ebbe diverse relazioni tra cui il giovane Tommaso de’ Cavalieri (al momento dell’incontro aveva 23 anni e Michelangelo 57 anni).

Per quale motivo è famoso Michelangelo?


Michelangelo fu un pittore, scultore, architetto e poeta italiano. Nel Rinascimento italiano, fu riconosciuto dai suoi contemporanei come uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. La sua personalità geniale e irrequieta lo portò a creare alcune delle opere più maestose dell’arte occidentale, tra cui il David, il Mosè, la Pietà del Vaticano, la Cupola di San Pietro e il ciclo di affreschi nella Cappella Sistina.

Cosa pensavano i contemporanei di lui?

Lorenzo il Magnifico, mecenate e uomo di cultura, apprezzava l’arte di Michelangelo e lo sostenne finanziariamente. Leonardo da Vinci, anch’egli artista rinomato, aveva un rapporto complesso con Michelangelo: ammirazione reciproca ma anche rivalità artisticaRaffaello, invece, fu influenzato dalle forme scultoree di Michelangelo e cercò di imitarle nelle sue opere.

Nel suo libro “Le Vite”Giorgio Vasari descrisse la nascita di Michelangelo Buonarroti in modo poetico e simbolico. Ecco la citazione:

“Nacque dunque un figliuolo sotto fatale e felice stella nel Casentino, di onesta e nobile donna, l’anno 1474 a Lodovico di Lionardo Buonarruoti Simoni, disceso, secondo che si dice, della nobilissima et antichissima famiglia de’ conti di Canossa. Al quale Lodovico, essendo podestà quell’anno del castello di Chiusi e Caprese, vicino al Sasso della Vernia, dove San Francesco ricevé le stimate, diocesi aretina, nacque dico un figliuolo il sesto dì di marzo, la domenica, intorno all’otto ore di notte, al quale pose nome Michelagnolo, perché non pensando più oltre, spirato da un che di sopra volse inferire costui essere cosa celeste e divina, oltre all’uso mortale, come si vidde poi nelle figure della natività sua, avendo Mercurio e Venere in seconda, nella casa di Giove, con aspetto benigno ricevuto, il che mostrava che si doveva vedere ne’ fatti di costui, per arte di mano e d’ingegno, opere maravigliose e stupende.” 

In questa citazione, Vasari sottolinea l’importanza celestiale dell’arrivo di Michelangelo nel mondo e prevede il suo futuro straordinario nell’arte.

In breve, i contemporanei di Michelangelo lo consideravano un genio creativo e un maestro dell’arte, il cui impatto si estende ancora oggi.

Quale eredità ci ha lasciato Michelangelo?

Michelangelo Buonarroti, uno dei più grandi artisti del Rinascimento italiano, ha lasciato un’impronta indelebile nella città di Roma. Ecco alcune delle sue eredità più significative:

  1. Cappella Sistina: Michelangelo è famoso per gli affreschi nella Cappella Sistina all’interno dei Musei Vaticani. Il suo capolavoro, la Creazione di Adamo, è una delle immagini più iconiche al mondo.
  2. Basilica di San Pietro: Michelangelo contribuì alla progettazione della cupola di San Pietro, che domina lo skyline di Roma. La sua visione architettonica e la maestria nell’ingegneria hanno reso questa cupola un simbolo della città.
  3. Pietà del Vaticano: Questa scultura in marmo, situata nella Basilica di San Pietro, è un esempio straordinario della sensibilità artistica di Michelangelo. Rappresenta la Madonna con il corpo di Cristo dopo la crocifissione.
  4. Palazzo Farnese: Michelangelo partecipò alla progettazione di questo palazzo rinascimentale, che oggi ospita l’Ambasciata di Francia a Roma. Le sue influenze artistiche sono evidenti nelle facciate e nei dettagli architettonici.
  5. Campidoglio: Michelangelo fu incaricato da papa Paolo III di ridisegnare la Piazza del Campidoglio. La sua progettazione trasformò la piazza in un’opera d’arte urbana, con la statua equestre di Marco Aurelio al centro.

In breve, Michelangelo ha lasciato un’eredità di bellezza, grandiosità e innovazione artistica che ancora oggi affascina i visitatori di Roma.

Daniele da Volterra, Ritratto di Michelangelo
Metropolitan Museum, New York


Michelangelo Buonarroti (6 marzo 1475) nasce a Caprese, presso Arezzo, da Ludovico di Leonardo Buonarroti Simoni e Francesca di Neri. La sua vita e le sue opere sono intrise di genialità e irrequietezza, e il suo nome è legato a alcune delle più maestose opere dell’arte occidentale.

Cronologia:
1475-1487: infanzia presso Caprese, il suo paesaggio ispirò la sua opera “La Creazione di Adamo”.

1487-1488: formazione artistica presso la bottega del Ghirlandaio a Firenze

1488-1490: al giardino neoplatonico di Lorenzo dei Medici a Firenze

1490-1492: prime opere

1496-1501: primo soggiorno romano

1497-1499: creazione de La Pietà

1501-1504: rientro a Firenze

1505-1513: a Roma sotto Giulio II . Realizza gli affreschi della Cappella Sistina dal 1508 al 1512

1516-1534: a Firenze per i papi medicei

1534-1541: il Giudizio Universale

18 febbraio 1564: morte a Roma all’età di 89 anni

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La Tragedia della Sepoltura: Michelangelo e Giulio II

Nel 1505, papa Giulio II incaricò Michelangelo di progettare un mausoleo, iniziando una lunga e difficile vicenda che culminò nel 1545 con un’opera ridimensionata nella cappella Della Rovere, contenente sette sculture, tra cui il Mosè.

Il Mosè di Michelangelo: Storia e Significato

Il Mosè, scolpito da Michelangelo tra il 1513 e il 1515, è parte della sepoltura di Giulio II. La scultura, caratterizzata da intensa “terribilità”, presenta una testa girata a causa di modifiche apportate da Michelangelo nel suo restauro.

Il Giudizio Universale di Michelangelo

Paolo III Farnese nominò Michelangelo come architetto, scultore e pittore del Palazzo apostolico, assegnandogli il compito di realizzare il Giudizio Universale nella Cappella Sistina tra il 1536 e il 1541. L’affresco, successivamente censurato, è stato restaurato tra il 1990 e il 1994, rivelando colori sorprendenti e dettagli inaspettati.

La Volta Sistina

Il 10 maggio 1508 Michelangelo iniziò gli affreschi della Volta Sistina su incarico di papa Giulio II. L’opera, completata il 1° novembre 1512, sostituì una precedente decorazione e racconta la storia dell’umanità tramite oltre trecento figure. Le scene principali derivano dalla Genesi e dall’Antico Testamento, in un capolavoro di colori e forme.

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Welcome to Rome: intervista al direttore del Museo

Welcome to Rome è l’esperienza immersiva che consente di conoscere la storia di Roma, in maniera semplice ed immediata. 2700 anni condensati in 20 minuti, proiettati sullo schermo gigante e sulle pareti della sala dell’Ex Cinema Augustus. Già nel nome del Museo è chiaro quale è l’obiettivo che si pone: fornire le informazioni utili per comprendere la città eterna.

Un’iniziativa culturale che tanto mancava ad una città come Roma e per questo siamo andati ad incontrare il direttore Andrea Lanciano.

Direttore come è nata l’idea di questo museo?

Volevamo offrire uno strumento utile per chi non conosce ancora Roma: gli studenti, perché ancora giovani e gli stranieri che vengono da culture molto diverse dalla nostra e quindi possono avere difficoltà a comprendere la storia di Roma. Volevamo aiutare l’immaginazione dei turisti stranieri e fornire un punto di partenza per poter approfondire ed esplorare la storia della città. Il museo si trova a due passi da piazza Navona e molto spesso i gestori dei bed and breakfast qui intorno offrono ai loro ospiti l’ingresso al nostro museo. E’ diventata una buona pratica per loro, appena gli ospiti appoggiano le valigie, li portano qui come per presentargli la città.

Come ha reagito il pubblico?

Lascio parlare le recensioni che abbiamo ricevuto: abbiamo 5 stelle su tutte le piattaforme. La parola che i visitatori usano di più nel libro dei commenti è “grazie”. Significa che siamo stati utili alla comprensione della città e quindi che abbiamo fatto un buon lavoro.

Siamo stati sorpresi anche dai buoni risultati ottenuti con il pubblico italiano.

I romani hanno accolto con favore la nostra iniziativa. Vengono principalmente nel week-end. Genitori o nonni apprezzano molto questo strumento, che in maniera semplice può spiegare ai loro figli e nipoti quale è la storia della città in cui vivono. Abbiamo creato anche un ottimo rapporto con le scuole. I docenti sono entusiasti, perché questo strumento rende i contenuti molto più immediati e coinvolgenti così da creare uno stimolo per approfondire. Noi offriamo alle scuole anche la possibilità di organizzare una visita con gli archeologi. Dopo l’ora di visita qui al museo, possono aggiungere due ore di camminata nella città. Il professore può decidere il periodo storico da affrontare e quindi scegliere il percorso A, piuttosto che il percorso B eccetera.

Quando avete realizzato il video per raccontare la storia di Roma, avete utilizzato solo ricostruzioni 3D?

Durante il nostro video NON abbiamo utilizzato ricostruzioni 3D, con la tecnologia disponibile potevamo fare qualsiasi cosa, però abbiamo deciso volontariamente di non farlo, con grande sofferenza dei grafici che lavoravano alla realizzazione, che volevano aggiungere un effetto WOW.

Invece di ricostruire le immagini in 3D, abbiamo preferito utilizzare oggetti veri. Abbiamo statue, dipinti e il grande plastico della Roma Imperiale realizzato dall’architetto Italo Gismondi nel 1938. Siamo andati al Museo della Civiltà Romana e abbiamo effettuato delle riprese con risultati molto realistici.

Quali sono i progetti per il futuro?

Al momento siamo in una fase di consolidamento. Il museo è stato aperto nel 2017 e subito dopo c’è stato il Covid. Dal 2015 al 2017 abbiamo sviluppato i contenuti. Abbiamo deciso di non usare troppa tecnologia, utilizziamo dieci videoproiettori che devono essere sincronizzati con le audioguide nelle diverse lingue. Abbiamo sviluppato un software che gestisce tutti questi strumenti in modo che ci sia la possibilità per tutti di vederlo contemporaneamente.

Le tecnologie in questi anni hanno fatto un balzo in avanti, ma ancora non sembra ci siano sul mercato strumenti in grado di rendere più immersiva l’esperienza. I visori sono molto migliorati, ma un’esperienza di oltre dieci minuti è ancora un po’ disorientante. Aspettiamo di vedere che cosa succederà in futuro.

Quale è il rapporto che Welcome to Rome ha con la città di Roma?

Siamo convinti che in una città come Roma si possa vivere di cultura. Nel nostro piccolo abbiamo dimostrato che la cultura può essere una grande risorsa. Ci sono sette soci che hanno investito coraggiosamente per realizzare il museo Welcome to Rome. Lo spazio dove ci troviamo adesso era il cinema Augustus, che è stato chiuso per 15 anni, poi occupato. Noi lo abbiamo restituito alla comunità.

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Welcome to Rome

Museo Multimediale per un’esperienza immersiva

Un viaggio nella storia di Roma, ideato da Paco Lanciano

Classificazione: 4.5 su 5.
Museo Privato

E’ un esperienza molto interessante, immersiva, grazie alle proiezioni sul grande schermo e sulle pareti, aiuta a comprendere il contesto in cui è nata e si è sviluppata Roma. Una racconto che dura ben 2700 anni.

Così in poco più di 20 minuti è possibile scorrere la storia della città eterna, dalla fondazione sul Septimontium, alla Roma quadrata sul Palatino, la prima cerchia muraria voluta da Servio Tullio, alla città di prezioso marmo bianco voluta da Augusto, fino al massimo splendore della città imperiale di Costantino, alla caduta di Roma e dell’impero dell’Occidente, gli anni bui del Medioevo fino al rifiorire dell’arte nel rinascimento e poi ancora il barocco, il settecento, la repubblica romana di Garibaldi, la breccia di porta pia fino alla nascita del nuovo stato Italiano.

Usciti dalla sala cinematografica, si prosegue la visita entrando in alcune sale dove con l’aiuto di plastici e ologrammi è possibile ricostruire l’evoluzione dei monumenti: dalla Mole di Adriano fino a Castel Sant’Angelo, i fori imperiali durante la Roma repubblicana e poi imperiale, il passaggio dalla Basilica costantiniana alla grande basilica di San Pietro così come la conosciamo oggi.

Un racconto sapientemente architettato da Alcor srl, la società di produzioni di contenuti multimediali che da tempo, prima con il nome di Mizar, contribuisce alla divulgazione della storia di Roma, in modo accurato.

Mizar ha realizzato lo spettacolo dedicato ad Augusto e a Cesare, per anni in programmazione ai fori e che fino all’arrivo del Covid era considerato un’appuntamento imprescindibile nella primavera Romana (autori erano Piero Angela e Paco Lanciano). Sempre Mizar ha realizzato lo spettacolo alla domus che si trova sotto palazzo Valentini e i bellissimi video che al parco archeologico della Banditaccia riaccendevano le fiaccole nelle tombe etrusche, facevano comparire vasi e scudi alle pareti e tornare la vita nei sepolcri.
Per chi visita la città per la prima volta o per chi vive a Roma e vuole avere un quadro completo di come si sia sviluppata la città, questo spettacolo multimediale è fondamentale.

Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele II, 203 – 00186 Roma
Sito web: https://welcometo-rome.it/
Costo Indicativo del biglietto: 15,00 euro – ridotto 12,00 euro
Gratuità: per i docenti secondo un calendario promozionale pubblicizzato sul sito

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Costantino I

Cristiano e fondatore di Costantinopoli

Chi era Costantino?

Flavius Valerius Aurelius Constantinus, meglio noto come Costantino I o Costantino il Grande, imperatore Romano dal 306 al 337, nacque in una cittadina della Serbia il 27 febbraio 274 da Costanzo Cloro, Cesare d’Occidente ai tempi della tetrarchia di Diocleziano e da una donna greca di bassa condizione, moglie o forse concubina, di nome Elena.
Il 1 maggio 305 l’Augusto d’Occidente, Massimiano abdicò a favore del suo Cesare, Costanzo Cloro come aveva già fatto Diocleziano a favore di Galerio in Oriente.
Costanzo Cloro morì a luglio del 306 a York e l’esercito proclamò Costantino Augusto d’Occidente.

Secondo la successione prevista dalla tetrarchia, il legittimo erede di Cloro era Flavio Severo, i figli erano infatti esclusi, quindi Costantino non avrebbe avuto diritto all’impero.

Galerio, unico Augusto legittimo della tetrarchia, ristabilì le regole della tetrarchia investendo della carica di Augusto d’Occidente Flavio Severo, nominando però Costantino Cesare d’Occidente.

Il 28 ottobre 306 a Roma, Massenzio, figlio di Massimiano, si proclamò Augusto d’Occidente.

Massimiano prima sostenne le ambizioni del figlio, poi offrì la figlia Fausta in moglie a Costantino, insieme al suo sostegno per farlo proclamare Augusto d’Occidente.

Negli anni successivi si moltiplicarono le ribellioni e gli usurpatori. Per dirimere la questione nel novembre 308 Galerio convocò un convegno con Massimiano e Diocleziano. Decisero di proclamare come Augusto d’Occidente Liciniano Licinio. Massenzio venne dichiarato nemico pubblico.

Massimiano che aveva ordito intrighi per riconquistare il titolo di imperatore per sé, non avendo ottenuto nulla, cominciò a complottare anche contro il genero e alla fine venne condannato a morte da Costantino nel 310. Alla morte di Galerio nel 311, Costantino divenne Augusto d’Occidente.

Massenzio, che ancora gli contendeva il titolo, venne sconfitto il 28 ottobre 312 durante la battaglia di Ponte Milvio. Nel 313 tutte le controversie relative alla successione si conclusero: Costantino Augusto d’Occidente , Licinio Augusto d’Oriente.
Nel 324 con l’uccisione di Lucinio, Costantino diventò unico imperatore sull’Occidente e sull’Oriente e rimase al potere per i successivi 7 anni.

Per quale motivo è famoso Costantino?

Costantino è famoso per aver concesso la libertà di culto anche ai Cristiani ponendo fine alle persecuzioni sia in Occidente che in Oriente, per aver raggiunto il potere con una serie di efferati omicidi nella sua cerchia di parenti (lo suocero Massimiano, il cognato Licinio, il figlio Crispo, la moglie Fausta), per aver fondato Costantinopoli e per aver edificato le più importanti basiliche di Roma: San Pietro e San Paolo fuori le mura.
Due sono le leggende più famose riguardanti la sua vita.
La leggenda della battaglia di Ponte Milvio, secondo la quale in occasione dello scontro decisivo contro Massenzio, Costantino avrebbe avuto una visione: una croce nel cielo con l’insegna: “In hoc signo vince” – “Sotto questo segno vincerai” e avrebbe vinto perché sotto la protezione del Dio dei Cristiani.
La leggenda della guarigione dalla lebbra, diffusa in epoca medievale, secondo la quale Costantino, ammalato chiese aiuto a Papa Silvestro I. Il pontefice guarì l’imperatore e questi come dono gli diede la città di Roma, istituendo di fatto il potere temporale della Chiesa.

Cosa pensavano i contemporanei di lui?

Costantino è un personaggio complesso e le reazioni dei contemporanei riflettono una polarità, da una parte ci sono i cristiani che lo vedono come l’uomo scelto dall’unico Dio e dall’altra i pagani che lo vedono con l’uomo che si è trovato al posto giusto nel momento giusto e ha utilizzato tutti i mezzi per raggiungere il potere.

Eusebio Vescovo di Cesarea e Lattanzio, scritto e retore cristiano, ne esaltano gli aspetti religiosi e la predestinazione, mentre sono molto critici Zosimo, storico bizantino pagano e anticristiano e l’imperatore Giuliano l’Apostata, filosofo pagano e anticristiano, nel suo scritto Caesares rappresenta Costantino come un cattivo imperatore, convertitosi al cristianesimo perché attratto dal perdono che questa nuova religione offriva tramite il battesimo, essendosi macchiato di orrendi delitti contro i suoi stessi congiunti.

Quale eredità ci ha lasciato Costantino?

L’età costantiniana è un periodo particolarissimo e a seconda della lettura, può coincidere con la fine del mondo tardo antico e con l’inizio del era Cristiana. L’impero di Costantino durò 31 anni, secondo per durata solo ad Augusto e chiaramente lasciò un segno profondo anche nella città di Roma.

La città a quell’epoca contava circa 1.000.000 di abitanti, caso unico e irripetibile nel mondo antico occidentale. Costantino si preoccupò di abbellire e restaurare importanti edifici antichi, nel segno del rispetto della tradizione, come la Casa delle Vestali, il Circo Massimo e la Meta Sudante, nei pressi del Colosseo. Costruì opere pubbliche di grande importanza, come le terme di Costantino, sul lato ovest del Quirinale, di cui non rimangono tracce.
Nella sua politica c’era anche un intento di favorire e diffondere il Cristianesimo e si occupò di edificare le grandi basiliche cristiane, fuori dal centro della città:

  • la basilica di San Giovanni in Laterano,
  • la basilica di San Pietro al Vaticano,
  • la basilica di San Paolo fuori le mura,
  • la basilica di San Lorenzo fuori le mura,
  • la basilica di Santa Croce in Gerusalemme,
  • la chiesa di Sant’Agnese sulla nomentana
  • e la chiesa dei Santi Pietro e Marcellino ad duos Lauros

Sopra le distrutte caserme degli equites singulares di Masenzio, edificò l’enorme basilica del Laterano. Questo edificio si estendeva in buona parte anche sui possedimenti dell’imperatore stesso.

Si occupò dell’edificazione delle basiliche sulle tombe di San Pietro in Vaticano e di San Paolo sull’Ostiense, fece erigere la basilica di Santa Croce in Gerusalemme dove conservare le reliquie della Santa Croce e gli strumenti della Passione, raccolti da sua madre Elena nel suo viaggio a Gerusalemme.

In suo onore nel 315 il Senato fece costruire l’Arco di Costantino, utilizzando materiale già esistente.

La sua figura ha dominato il pensiero occidentale e Cristiano per secoli.
Fonte: https://www.treccani.it/enciclopedia/roma-costantiniana_(Enciclopedia-Costantiniana)/

Testa colossale di Costantino conservato presso i Musei Capitolini di Roma


Flavius Valerius Costantinus (27 febbraio 274 d.C.) nasce a Naissus antica città della Serbia

Imperatore romano dal 25 luglio 306 d.C. al 22 maggio 337 d.C.
Durata del Regno: 31 anni

Predecessore: Costanzo Cloro
Successore:  Costantino II, Costanzo II e Costante I
Dinastia: Costantiniana

Come è morto Costantino? Morì di vecchiaia

Elenco degli imperatori Romani d’Occidente

Cronologia:
274 d.C. – 27 febbraio – nasce a Naissus, nella provincia della Mesia Prima (nella moderna Serbia).

1 maggio 305 d.C. – Diocleziano abdicò a favore del proprio Cesare Galerio e lo stesso fece Massimiano in Occidente, a favore di Costanzo Cloro il padre di Costantino.

25 luglio 306 – Costanzo Cloro muore e l’esercito proclama il figlio Costantino Augusto d’Occidente

311 morte dell’imperatore Galerio, fanno parte della tetrarchia Costantino, Licinio, Massenzio e Massimino

28 ottobre 312 battaglia di Ponte Milvio, morte di Massenzio, Costantino prende il controllo di tutta l’Italia

313 Massimino viene sconfitto da Licinio e si suicida

313 – Editto di Milano – il Cristianesimo diventa una religione accettata nell’Impero Romano

320 Costantino autorizza e finanzia la costruzione della Basilica di San Pietro a Roma

324 Costantino sconfigge Licinio e rimane unico imperatore

324 Costruzione della Basilica di San Paolo fuori le mura per volontà di Costantino

330 viene inaugurata Costantinopoli, nuova capitale dell’impero. L’antica Bisanzio era stata scelta dall’imperatore nel 324, ampliata ed ingrandita, fu il centro dell’impero d’oriente fino al 1453

22 maggio 337 – in punto di morte Costantino di fa battezzare cristiano

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Ricostruzione del Colosso di Costantino

Alla fine del Quattrocento, i frammenti della statua di Costantino furono collocati al Palazzo dei Conservatori. Nel 2022, è stata inaugurata una replica 1:1 al Giardino di Villa Caffarelli, ricostruita grazie alla tecnologia digitale e per celebrare l’imperatore.

Elena la madre irrequieta e indomabile di Costantino

Elena di Drepano, madre di Costantino, fu ostessa a Drepano, dove incontrò Costanzo Cloro. Elevata a Augusta, si convertì al cristianesimo e affrontò tragedie familiari, incluso l’assassinio del nipote Crispo. Morì tra tributi e memoria storica.

Il Mausoleo di Santa Costanza

Sperimentare la sospensione del tempo, tra la fine del mondo pagano e l’avvento dell’era cristiana Il Mausoleo, costruito tra il 340 -345 d.C. all’interno del complesso monumentale di S.Agnese fuori le mura, si trova sulla via Nomentana.Siamo nell’ultimo periodo della Storia Antica, in 126 anni si entrerà nel Medioevo. In questa chiesa già comincia a…

Elenco degli Imperatori Romani

L’impero Romano ebbe inizio con Ottaviano Augusto nel 27 a.C. se escludiamo Cesare dalla lista degli imperatori. Venne suddiviso in Impero Romano d’Occidente e Impero Romano d’Oriente, come due unità pienamente distinte ed autonome, nel 395 d.C.. L’Impero Romano d’Occidente cadde nel 476 d.C. ed il destino volle che il nome dell’ultimo imperatore fosse il nome del primo Re di Roma: Romolo.

L’Impero Romano d’Oriente crollò circa mille anni dopo, con la caduta di Costantinopoli nel 1453.

Dinastia Giulio-Claudia  (27 a.C.-68 d.C.): Ottaviano Augusto | Tiberio | Caligola | Claudio | Nerone Guerra Civile (68-69):Galba | Otone | Vitellio
Dinastia Flavia (69-96): Vespasiano | Tito | Domiziano
Imperatori Adottivi (96-138): Nerva | Traiano | Adriano
Dinastia Antonini (138-192): Antonino Pio | Lucio Vero | Marco Aurelio | Commodo
Guerra civile romana (193-197): Pertinace | Didio Giuliano
Dinastia dei Severi (193-235): Settimio Severo | Caracalla | Macrino | Eliogabalo | Alessandro Severo
Crisi del III secolo (235-284): Massimino il Trace | Gordiano I | Gordiano II | Pupieno e Balbino | Gordiano III | Filippo l’Arabo | Decio | Erennio Etrusco | Treboniano Gallo | Ostiliano | Emiliano
Dinastia valeriana (253-268): Valeriano | Galieno
Imperatori Illirici (268-284): Claudio II, il Gotico | Quintillo | Aureliano |Tacito | Floriano | Probo | Caro | Carino | Numeriano
Riforma tetrarchica (284-306): Diocleziano | Massimiano | Costanzo Cloro | Galerio
Guerra civile romana (306-324): Flavio Severo | Licinio | Massimino Daia|Massenzio
Dinastia costantiniana (306-363): Costantino I | Costantino II | Costanzo II | Costante | Giuliano | Gioviano
Dinastia valentiniana e teodosiana (364-395): Valentiniano I | Valente | Graziano | Valentiniano II | Teodosio
Dinastia teodosiana (395-455): Onorio | Valentiniano III
Ultimi imperatori (455-476): Petronio Massimo | Avito | Maggiorano | Libio Severo | Antemio | Anicio Olibrio | Glicerio | Giulio Nepote | Romolo Augusto

Nome ItalianoNome LatinoData di NascitaAnni di vitaData di morteIn carica  da – aAnni in caricaCausa della morte
OttavianoGaius Iulius Caesar Octavianus Augustus23 settembre 63 a.c.7719 agosto 14 d.c.27 a.c.- 14 d.c.41vecchiaia
TiberioTiberius Iulius Caesar Augustus16 novembre 42 a.c.7916-mar-3714-3723malattia
CaligolaGaius Iulius Caesar Augustus Germanicus31-ago-122924-gen-4137-414assassinato dai pretoriani
ClaudioTiberius Claudius Caesar Augustus Germanicus1 agosto 10 a.c.6413-ott-5441-5413avvelenato probabilmente da Agrippina Minore
NeroneNero Claudius Caesar Augustus Germanicus15-dic-373109-giu-6854-6814suicidio assistito
GalbaServius Sulpicius Galba Caesar Augustus24 dicembre 3 a.c.7215-gen-6968-691assassinato dai pretoriani
OtoneMarcus Salvius Otho Caesar Augustus25-apr-323716-apr-69690suicidio

Busto di Giulio Cesare

Busto di Giulio Cesare
Collezione Boncompagni Ludovisi

Testa e collo in bronzo, il mantello è realizzato in calcare rosso del Cattaro
L’ opera è stata eseguita in età moderna da un’officina operante nell’Italia settentrionale come suggerito dall’impiego del calcare rosso del Cattaro prevalentemente utilizzato nella zona nord-orientale della penisola.

In particolare il busto potrebbe essere stato eseguito dalla stessa officina mantovana che nel XVI secolo produceva sculture prevalentemente di personaggi illustri per le collezioni dei Gonzaga.

Busto di Giulio Cesare


Palazzo Altemps – sede del Museo Nazionale Romano
Indirizzo: Piazza S. Apollinare, 46 – 00186 Roma

Fanno parte del Museo Nazionale Romano
Palazzo Massimo
Terme di Diocleziano
Crypta Balbi – attualmente chiusa per restauro

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Busto di Giulio Cesare

Roma – Palazzo Altemps. Il busto di Giulio Cesare, di bronzo e calcare rosso del Cattaro, è un’opera moderna di un’officina dell’Italia settentrionale, collegata…

Il grande sarcofago Ludovisi

Chi è il personaggio al centro della scena?Cosa rappresenta il sarcofago?Un dialogo muto in mezzo alla battaglia Il sarcofago, rinvenuto a Roma nel 1621…

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Il Galata suicida

Un personaggio maschile è raffigurato in piedi nell’atto di trafiggersi il collo con una corta spada, mentre con la mano sinistra, cerca di sorreggere una donna morente che si accascia al suo fianco.


Le due figure, che presentano un’iconografia ben definita dalla capigliatura a lunghe ciocche scomposte e dall’abbigliamento della donna di stile orientale, poggiano su armi di tipo celtico: uno scudo ovale e un fodero di spada.
L’interpretazione dei due personaggi come Galati (popolazione celtica dell’Asia Minore) ha messo in connessione quest’opera con la famosa scultura del Galata morente conservata ai Musei Capitolini.

Le due opere potrebbero essere pertinenti a un unico gruppo statuario, copia in marmo dell’originale bronzeo realizzato dal celebre scultore Epigonos su commissione del re di Pergamo Attalo I per celebrare la sua vittoria sui Galati nel 240 a.C.
Le due sculture – il Galata suicida e il Galata morente – provengono con ogni probabilità dall’area della villa Ludovisi dove in età romana sorgevano gli Horti Sallustiani già appartenuti a Giulio Cesare.
Il rinvenimento presso la residenza cesariana porta a ritenerle copie simboliche commissionate da Cesare stesso a ricordo delle sue vittorie contro i Galli, popolazione celtica d’Occidente.

Il Galata Suicida

Palazzo Altemps – sede del Museo Nazionale Romano
Indirizzo: Piazza S. Apollinare, 46 – 00186 Roma

Fanno parte del Museo Nazionale Romano
Palazzo Massimo
Terme di Diocleziano
Crypta Balbi – attualmente chiusa per restauro

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Il Sarcofago di Ercole

Sulla fronte del sarcofago sono rappresentate nove delle dodici imprese di Ercole, secondo la sequenza cronologica fissata dai testi antichi: vittoria contro il leone di Nemea, combattimento con l’idra di Lerna e il cinghiale Erimanto, lotta con la cerva di Cerinea, caccia agli uccelli della palude dello Stinfale, vittoria su Ippolita regina delle Amazzoni, impresa…

Statua di Ares

La scultura raffigura il dio della guerra nudo, con una muscolatura molto accentuata, seduto su una roccia in una posizione di riposo. Nella mano sinistra sostiene una spada mentre ai suoi piedi è un piccolo Eros che gioca tra lo scudo e l’elmo, come allusione al rapporto amoroso tra Ares e Afrodite.

La nascita di Venere

Il trono Ludovisi e la nascita del “soggetto del desiderio” Trovarsi di fronte a questo capolavoro può turbare. Personalmente la prima volta che l’ho ammirato ho avuto la sensazione di essere davanti a qualcosa di completamente nuovo: un messaggio che nei secoli aveva perso la sua forza, ma che manteneva un forte richiamo su di…

Il Canopo di Villa Adriana

Nel museo, ricavato in alcuni ambienti della villa presso il Canopo, alcuni materiali provenienti dagli scavi ci aiutano nel compito ricostruttivo.

La maggior parte delle sculture sono copie di originali famosissimi: le Cariatidi dell’Eretteo di Atene, l’Amazzone di Policleto, la Venere Cnidia di Prassitele, l’Amazzone di Fidia.

Tali copie ci suggeriscono un altro aspetto della personalità dell’imperatore Adriano, quello di raffinato intenditore d’arte. Del resto tutta la villa è concepita come un capolavoro d’arte per consentire, nel suo interno, un tipo di vita ispirato da ideali estetici.

Parco archeologico Villa Adriana, Tivoli (RM)

Il plastico di Villa Adriana

Nel 1905, la Scuola degli Ingegneri di Roma effettuò un rilievo topografico della Villa Adriana, pubblicato nel 1906, introducendo una rappresentazione in scale 1:3000 e 1:500. Questo lavoro ha verificato le planimetrie precedenti e ha facilitato nuove valutazioni archeologiche.

Il Canopo di Villa Adriana

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I mosaici del complesso Hospitalia

Hospitalia, come dice il nome stesso, era il complesso della Villa dedicato alle stanze per gli Ospiti. Era composto da un ampio corridoio su cui si apriva una doppia serie di cubicola (stanze da letto), in tutto dieci, disposti a forma di T, ciascuna stanza conteneva tre letti. Sappiamo con esattezza il numero dei letti…

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