Guida alla Necropoli della Banditaccia di Cerveteri

Parco Archeologico

Museo /Nazionale

Classificazione: 1 su 5.
Orari, Biglietti e Cosa Vedere

La Necropoli della Banditaccia, a Cerveteri, parte del PACT – Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, è il più grande sepolcreto del mondo antico e uno dei siti etruschi meglio conservati. Patrimonio UNESCO dal 2004, si estende per circa 400 ettari (10 visitabili) e riproduce una vera città dei morti, con strade, piazze e quartieri funerari.

Il sepolcreto occupava una superficie di 100 ettari circa e si stima che comprendesse 20 000 tombe: l’area recintata corrisponde a circa 1/10 di questo vastissimo complesso.

La necropoli della Banditaccia è la più famosa, ma fuori dal parco si estendo altre importanti aree sepolcrali quali: Sorbo, Greppe Sant’Angelo, Cava della Pozzolana, Bufalareccia e Monte Tosto.

Sempre fuori dal recinto, gestita dai volontari del Gatc – Gruppo Archeologico del Territorio Cerite è possibile visitare la splendida Tomba delle 5 Sedie

Perché visitarla?

Le tombe, scavate nel tufo o costruite con blocchi, imitano le abitazioni etrusche, offrendo preziose informazioni su urbanistica e vita quotidiana. Tra le più celebri, la Tomba dei Rilievi, decorata con oggetti della vita domestica.

Tomba dei Rilievi - Necropoli della Banditaccia di Cerveteri

Tipologie di Tombe

Tombe a tumulo: strutture circolari con tamburo in tufo, sormontate da un tumulo di terra.

Tombe a dado: camere ipogee collegate alla strada da scalinate, con facciate in blocchi di tufo.

Tombe a caditoia: simili alle tombe a dado, ma con apertura superiore per calare le offerte.

PACT – Parco Archeologico Cerveteri Tarquinia

Indirizzo: Via della Necropoli – 00052 Cerveteri (RM)

Sito web: https://pact.cultura.gov.it/necropoli-della-banditaccia-di-cerveteri/

Costo Indicativo del biglietto: 8,00 euro
Gratuità: prima domenica del mese
Orari: Martedì–Domenica 09:00–17:00 (chiuso il lunedì).

Consigli utili:
Tempo di visita: 1–2 ore.
Portare scarpe comode.
Portare una torcia per illuminare l’interno delle tombe
Durante il periodo invernale molte tombe potrebbero essere inaccessibili perché allagate.
Nonostante le condizioni del parco non siano all’altezza di un sito UNESCO, la bellezza naturale del luogo supera ogni mancanza e rende la visita indimenticabile.


Parchi archeologici fuori Roma:
Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia
Parco Archeologico di Ostia Antica
Parco Archeologico di Portus
Villa Adriana
Villa d’Este

Parchi archeologici a Roma:
Parco Archeologico del Colosseo
Mercati di Traiano
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Terme di Caracalla
Museo dell’Ara Pacis
Parco Archeologico Appia Antica
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La tomba delle cinque sedie

In una vetrina della Sala Castellani, presso il Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini è esposto un pregevole manufatto in terracotta che raffigura un personaggio maschile seduto ricordato nei più antichi inventari manoscritti del Museo come “statuetta sedente di terracotta rappresentante un personaggio che stende la destra in atto di ragionare”. Si tratta di una…

Casa delle Vestali

Là dove la piazza del Foro comincia a salire verso il Palatino, il focolare della Casa del Re era diventato il fuoco pubblico sempre ardente nel tempio di Vesta, la dea protettrice della comunità, a simboleggiare la vita eterna di Roma.

L’edificio, rotondo come le più antiche capanne del Lazio in paglia e vimini, con un foro al centro del tetto conico per far uscire il fumo, andò naturalmente distrutto più volte a causa di incendi e fu ricostruito fedelmente con diversi materiali come ci testimoniano le fonti, rilievi e monete.

Assunse infine l’aspetto attuale grazie al restauro curato da Giulia Domna, moglie dell’imperatore Settimio Severo sul finire del II secolo d.C.

[…] La cella cui si accedeva da una scala posta a oriente non ospitava tuttavia, come di norma, la statua della divinità, che era d’altronde evocata dal fuoco perenne, mentre in un vano sotterraneo inaccessibile ai più erano custoditi gli oggetti che Enea, secondo la leggenda, avrebbe trasportato da Troia, fra i quali il magico Palladio: un piccolo simulacro arcaico di Atena-Minerva, pegno e garanzia del dominio universale promesso a Roma.

Un’immagine di Vesta è invece verosimile fosse collocata nell’edicola ionica di età adrianea, posta accanto all’ingresso della Casa delle Vestali, sacerdotesse consacrate al culto ancestrale, puro e nobile della dea.

Per celebrarlo venivano “sorteggiate” dal pontefice massimo appunto sei vergini, fra i sei e i dieci anni, di famiglie patrizie e prive di imperfezioni fisiche, che prestavano servizio per trent’anni con l’obbligo della castità.

Pittoresca era la cerimonia di vestizione in cui alle fanciulle venivano recise le chiome (appese a un albero di loto) e fatti indossare un velo bianco che copriva anche le spalle e una specie di diadema di lana diviso in sei cordoni.

Le vestali crescevano in una specie di convento moderno, articolato intorno a un cortile-giardino circondato da portici su cui davano le stanze, mentre la cucina, la macina, il forno e l’orto rendevano la casa autosufficiente.

Incaricate della mietitura rituale e della preparazione delle focacce per i sacrifici, le sacerdotesse non conducevano tuttavia una vita di clausura. Godevano anzi di assoluti privilegi: erano accompagnate dai littori come i supremi magistrati, disponevano di posti riservati agli spettacoli ed erano ritenute degne a tal punto che se un condannato a morte ne avesse incontrata una il giorno dell’esecuzione sarebbe stato graziato.

Qualora tuttavia avessero violato il voto di castità erano sepolte vive in un campo scellerato mentre se inavvertitamente avessero lasciato spegnersi il fuoco sacro che dovevano costantemente custodire venivano fustigate in pubblico: pene tremende per giovani donne cui era strappata la fanciullezza.

Terminato il ministero, la vestale poteva tuttavia decidere tranquillamente, data la sua altissima posizione sociale, di sposarsi, scegliendo fra uno stuolo di pretendenti o di diventare persino una donna in carriera.

Della lussuosa domus si visitano oggi pochi ambienti: il cortile, con le fontane e le piante fiorite in primavera, circondato dalle statue raffiguranti le vestali massime, poste a capo dell’ordine religioso, alle quali si riferiscono le iscrizioni sulle basi che ne celebrano le virtù. Il luogo conserva ancora l’atmosfera di raccoglimento che anticamente proteggeva le sacerdotesse dal caos della città circostante. (N.G.)

Parco Archelogico del Colosseo
Foro Romano – varco di Largo della Salaria Vecchia 5/6
Sito web: https://colosseo.it/

Musei dedicati a Roma Antica:
Musei Capitolini
Museo Centrale Montemartini
Musei Vaticani
Museo Nazionale Romano
Museo Nazionale Etrusco
Museo di scultura antica Barracco
Museo della Civiltà Romana

Parchi archeologici:
Parco Archeologico del Colosseo
Mercati di Traiano
Mausoleo di Augusto
Terme di Caracalla
Museo dell’Ara Pacis
Parco Archeologico Appia Antica
Basilica Sotterranea di Porta Maggiore
Villa di Livia

L’età regia di Roma

Dalle leggende alla città eterna Quando pensiamo alle origini di Roma, ci troviamo immersi in un mondo sospeso tra mito e storia. L’età regia, che va dalla fondazione della città nel 753 a.C. fino alla cacciata di Tarquinio il Superbo nel 509 a.C., è il periodo in cui Roma passa da piccolo villaggio sul Palatino…

Roma e il mito della fondazione

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Il Mundus Cereris: Riti e Significato nell’Antica Roma

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Foro Romano

Il Foro, prima di diventare il centro politico della nascente città di Roma a partire dall’età regia (metà dell’VIII secolo a.C.), si presentava come una valle paludosa e inospitale, dove gli abitanti dei centri dislocati sui colli vicini (Palatino, Campidoglio, Velia) seppellivano i loro morti.

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Stando alla tradizione, già il secondo re di Roma, Numa Pompilio, pose qui la sua abitazione, ma è con la dinastia etrusca dei Tarquini che il Foro venne per la prima volta pavimentato, dunque utilizzato come luogo della vita pubblica, e che soprattutto si provvide a canalizzare il Velabro, il torrente che attraversava la valle rendendola paludosa, tramite la costruzione della Cloaca Maxima.

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Anche grazie a questi interventi il Foro divenne un vero e proprio spazio collettivo, centro della vita politica e religiosa di Roma.

Già nel VI secolo a.C. vi si costruì il complesso del Comizio, che con la Curia Hostilia costituiva il luogo di riunione dei cittadini, dei senatori e dei magistrati romani, e vi si pose la sede dei più antichi culti della città, quello di Saturno, di Vulcano, di Marte e di Vesta.

La seconda metà del V secolo a.C. fu un periodo abbastanza oscuro per la storia di Roma e dunque per quella del Foro.

L’attività edilizia ricominciò, per quanto ne sappiamo, all’incirca dopo l’incendio gallico (data tradizionale: 390 a.C.), un episodio quasi certamente esagerato dalle fonti; dal momento che non ha lasciato archeologicamente alcuna traccia.

Una più consapevole monumentalizzazione della piazza prese l’avvio con la fine delle guerre puniche (fine III-inizio II secolo a.C.), quando Roma, ormai da tempo padrona della penisola, giunse a dominare tutto il Mediterraneo, estendendo i suoi traffici fino al Vicino Oriente e oltre. L’accresciuto potere politico, il moltiplicarsi dei contatti e degli scambi, nonché la conoscenza diretta delle grandi capitali ellenistiche (Alessandria, Pergamo, Antiochia, Atene) con i loro spettacolari impianti architettonici, posero nuove esigenze urbanistiche ed edilizie: si giunse così alla costruzione di grandi edifici in cui potessero svolgersi le attività economiche e giudiziarie (le basiliche) e al restauro monumentale dei santuari arcaici.

Alla metà del I secolo a.C., per la costruzione del suo Foro, Cesare fece demolire il Comizio e ricostruire la Curia in una posizione che la rese una sorta di appendice del Foro del dictator.

Più tardi, Augusto provvederà a diversi lavori di risistemazione, ma la sua iniziativa edilizia di maggior impatto nella storia del Foro fu la costruzione, sul lato orientale della piazza, del tempio per Cesare divinizzato. Con l’avvento del Principato, infatti, e la costruzione delle altre piazze monumentali (i Fori di Augusto, Vespasiano, Nerva, Traiano) a opera di imperatori che così lasciano un segno imperituro nell’urbanistica della città, il Foro, pur restando il centro simbolico dello Stato romano, perde la sua reale funzione politica e diventa il palcoscenico su cui inscenare il più importante rito di legittimazione del potere regale: la divinizzazione dell’imperatore post mortem (il tempio del Divo Giulio, quello di Vespasiano e Tito, di Faustina e Antonino Pio).

Fonte: Guoda Archeologica di Roma, a cura di Adriano La Regina, Electa, 2005 pag.15

Parco Archeologico del Colosseo
Indirizzo: Piazza S. Maria Nova, 53, 00186 Roma RM
Sito web: https://colosseo.it/

Costo Indicativo del biglietto: 18,00
Gratuità: prima domenica del mese

Cronologia:

ETÀ REGIA

IX-VI secolo a.C.
Valle del Foro utilizzata come necropoli

VI secolo a.C.
Regia e Cloaca Maxima (inizi VI secolo a.C.)
Lapis Niger, Primo complesso del Comizio
Cacciata di Tarquinio il Superbo da Roma (data tradizionale: 510 a. С.)

ETÀ REPUBBLICANA
V secolo a.C.
Costruzione del primo tempio di Saturno
Costruzione del primo tempio dei Castori

IV secolo a.C.
Incendio gallico (data tradizionale: 390 a.C.)

III secolo a.C.
Costruzione della prima basilica del Foro: la Porcia (fine Il secolo a.C.)

Il secolo a.C.
Basilica Emilia (179 a.C.)

I secolo a.C.
Tabularium (78 a.C.)
Cesare fa demolire il Comizio e costruire la basilica Giulia (metà I secolo a.C.)
Ottaviano sconfigge Antonio e Cleopatra ad Azio (31 a.C.)
Tempio del Divo Giulio (29 a. С.)

ETÀ IMPERIALE
I secolo d.C.
Tiberio restaura il tempio dei Castori
Incendio neroniano (64 d.C.)
Tempio di Vespasiano e Tito
Arco di Tito

Il secolo d.C.
Sacello di Giuturna
Athenaeum di Adriano
Tempio di Antonipo e Faustina (141 d.C.)
Ultimo rifacimento del tempio di Vesta (191 d.C.)

III secolo d.C.
Arco di Settimio Severo (203 d.C.)
Rifacimento dioclezianeo della Curia (fine III secolo d.C.)

IV secolo d.C.
Tempio di Romolo
Basilica di Massenzio
VII secolo d.C.
Colonna di Foca (608 d.C.)

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Parco Archeologico del Palatino

Il Parco Archeologico del Palatino, situato nel cuore di Roma, offre un viaggio tra storia e cultura. Luoghi significativi come il Lupercale, la villa di Augusto e il sentiero di Caco permettono di scoprire le origini della città.

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Casa delle Vestali

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Parco Archeologico del Colosseo

Parco Archeologico del Colosseo, Foro Romano, Palatino e Domus Aurea

Museo Nazionale

Classificazione: 5 su 5.
Roma Pass

Il Parco Archeologico del Colosseo (PArCo) è uno dei poli culturali più importanti d’Italia e del mondo. Nato con Decreto Ministeriale il 12 gennaio 2017, ha lo scopo di tutelare e valorizzare il cuore archeologico di Roma, un’area che racchiude i simboli più riconoscibili della civiltà romana.

Dimensioni e territorio

  • L’area del Parco si estende per oltre 30 ettari nel centro di Roma.
  • Comprende monumenti di competenza statale e comunale, oltre a un ricco patrimonio ecclesiastico che si affaccia su via dei Fori Imperiali.
  • È uno spazio che unisce archeologia, paesaggio e memoria storica, rendendolo un museo a cielo aperto.

Le aree principali

  • Colosseo (Anfiteatro Flavio): costruito tra il 75 e l’80 d.C., è un edificio ellittico lungo 189 metri e largo 156, con una superficie di 24.000 mq e un’altezza di oltre 48 metri. Poteva ospitare circa 50.000 spettatori.
  • Fori Romani: cuore della vita politica, religiosa e commerciale dell’antica Roma, sviluppatisi dal VII secolo a.C. fino all’età imperiale.
  • Palatino: la collina dove, secondo la leggenda, Romolo fondò Roma. In età imperiale divenne sede delle residenze degli imperatori.
  • Domus Aurea: la grandiosa villa di Nerone, con ambienti decorati da affreschi e mosaici, oggi oggetto di importanti restauri e valorizzazioni.

Anno di fondazione

Il Parco Archeologico del Colosseo è stato istituito nel 2017, ma le sue aree monumentali hanno origini che risalgono all’età repubblicana e imperiale. La creazione del Parco ha dato autonomia speciale a questo complesso, permettendo una gestione integrata e una maggiore valorizzazione.

Indirizzi:
Colosseo – Piazza del Colosseo
Palatino – Via di San Gregorio 30
Foro Romano – varco di Largo della Salaria Vecchia 5/6

Sito web: https://colosseo.it/

Costo Indicativo del biglietto: 18 euro, esistono diverse tipologie di biglietto e di percorsi, si suggerisce di visitare il sito: https://colosseo.it/orari-e-biglietti/

Gratuità: prima domenica del mese

Musei dedicati a Roma Antica:
Musei Capitolini
Museo Centrale Montemartini
Musei Vaticani
Museo Nazionale Romano
Museo Nazionale Etrusco
Museo di scultura antica Barracco
Museo della Civiltà Romana

Parchi archeologici:
Parco Archeologico del Colosseo
Mercati di Traiano
Mausoleo di Augusto
Terme di Caracalla
Museo dell’Ara Pacis
Parco Archeologico Appia Antica
Basilica Sotterranea di Porta Maggiore
Villa di Livia

Le 10 maggiori attrazioni di Roma:

  1. Colosseo
  2. Pantheon
  3. Basilica di San Pietro e Piazza San Pietro
  4. Musei Vaticani
  5. Fontana di Trevi
  6. Musei Capitolini
  7. Piazza di Spagna
  8. Piazza Navona
  9. Parco Archeologico del Palatino
  10. Castel Sant’Angelo

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Il Colosseo

L’anfiteatro Flavio, il più grande del mondo antico Un po’ di storia Il Colosseo, originariamente conosciuto come Anfiteatro Flavio (in latino: Amphitheatrum Flavium) o semplicemente Amphitheatrum, situato nel centro della città di Roma, è il più grande anfiteatro romano del mondo. In grado di contenere un numero di spettatori stimato tra 50.000 e 87.000 unità,…

Parco Archeologico del Palatino

Il Parco Archeologico del Palatino, situato nel cuore di Roma, offre un viaggio tra storia e cultura. Luoghi significativi come il Lupercale, la villa di Augusto e il sentiero di Caco permettono di scoprire le origini della città.

Foro Romano

Il Foro, inizialmente una valle paludosa, divenne centro politico di Roma con la dinastia etrusca dei Tarquini, grazie a interventi come la Cloaca Maxima. Da allora, si sviluppò in un luogo pubblico significativo, testimone della monumentalizzazione e delle trasformazioni fino all’epoca imperiale, perdendo progressivamente la funzione politica.

L’età regia di Roma

Dalle leggende alla città eterna

Quando pensiamo alle origini di Roma, ci troviamo immersi in un mondo sospeso tra mito e storia. L’età regia, che va dalla fondazione della città nel 753 a.C. fino alla cacciata di Tarquinio il Superbo nel 509 a.C., è il periodo in cui Roma passa da piccolo villaggio sul Palatino a capitale di un dominio che già si estende su gran parte del Lazio.

Romolo: il fondatore

Romolo, primo re, segna l’inizio della storia. Dopo il celebre ratto delle Sabine e la fusione con i popoli vicini, Roma si espande dal Palatino al Quirinale e al Campidoglio. È lui a istituire il Senato e a dare forma al Foro Romano, cuore politico e commerciale della città. Alla sua epoca risalgono anche la Regia, la casa del re, e l’integrazione di culti più antichi come la Casa delle Vestali e il Vulcanale.

Numa Pompilio: il re della pace

Il successore Numa Pompilio non conquista territori, ma consolida Roma dall’interno. È il grande legislatore religioso: istituisce collegi sacerdotali e rituali che daranno alla città un’identità sacra. Secondo la leggenda fu ispirato dalla ninfa Egeria, che gli dettava gli ordinamenti religiosi.
La Regia diventa anche centro religioso, e nascono piccoli templi dedicati a divinità come Vesta e Giano.

Tullo Ostilio: il guerriero

Con Tullo Ostilio Roma torna alle armi. Distrugge Alba Longa e ingloba i suoi abitanti, rafforzando il dominio sul Latium vetus. L’episodio degli Orazi e Curiazi racconta bene lo spirito bellico del tempo. Il Foro si amplia per accogliere nuove genti, e Roma si afferma come potenza regionale.

Anco Marzio: il costruttore

Anco Marzio guarda al mare. Conquista territori sabini e latini e fonda Ostia, il porto che apre Roma al Mediterraneo. Costruisce il Ponte Sublicio sul Tevere, collegando la città alle vie commerciali. Roma diventa così un centro di traffici e scambi.

Tarquinio Prisco: l’etrusco innovatore

Tarquinio Prisco, di origine etrusca, porta nuove influenze culturali e urbanistiche. Espande Roma verso nord, conquista città etrusche e latine e avvia grandi opere: la Cloaca Maxima per drenare le acque, il Circo Massimo per i giochi, e soprattutto il progetto del Tempio di Giove Ottimo Massimo sul Campidoglio, simbolo della futura grandezza romana.

Servio Tullio: il riformatore

Servio Tullio riorganizza la città con il censimento e la divisione in classi sociali. Definisce il pomerium, il sacro confine di Roma, e costruisce le imponenti Mura Serviane, che racchiudono i sette colli. Roma non è più un villaggio: è ormai una vera città-stato, con un dominio che si estende su gran parte del Lazio.

Tarquinio il Superbo: il tiranno

Ultimo re, Tarquinio il Superbo, porta avanti conquiste nel Lazio ma governa con arroganza. Completa il Tempio di Giove Ottimo Massimo, inaugurato nel 509 a.C., e rafforza le infrastrutture urbane. Ma la sua tirannide provoca la rivolta dei nobili, scatenata dall’episodio di Lucrezia. La monarchia cade e nasce la Repubblica.

L’eredità dell’età regia

In poco più di due secoli Roma passa da villaggio a città fortificata, con porti, ponti, mura e templi. Ogni re lascia un segno: Romolo fonda, Numa sacralizza, Tullo combatte, Anco costruisce, Tarquinio Prisco innova, Servio riforma, Tarquinio il Superbo chiude il ciclo.
L’età regia è il laboratorio in cui si forgiano le istituzioni, i culti e le opere che accompagneranno Roma per tutta la sua storia.

Cronologia

Romolo (753 – 717 a.C.)
Eventi storici: fondazione di Roma sul Palatino, istituzione del Senato e delle tribù.
Espansione: conquista dei territori circostanti e fusione con i Sabini dopo il ratto delle Sabine. Roma si estende al Quirinale e al Campidoglio.
Monumenti:
Foro Romano: nucleo della vita politica e commerciale.
Casa del Re (Regia): sede del potere regale.
Casa delle Vestali e Vulcanale: integrazione di culti preesistenti nel nuovo centro urbano.

Numa Pompilio (715 – 674 a.C.)
Eventi storici: riforma religiosa, istituzione dei collegi sacerdotali.
Espansione: stabilità interna, nessuna conquista militare.
Monumenti:
– Sacelli e templi minori dedicati a divinità come Vesta e Giano.
– Consolidamento della Regia come centro religioso oltre che politico.

Tullo Ostilio (674 – 641 a.C.)
Eventi storici: distruzione di Alba Longa, episodio degli Orazi e Curiazi.
Espansione: Roma diventa potenza dominante nel Latium vetus.
Monumenti:
– Ampliamento del Foro Romano per accogliere nuove popolazioni.
– Probabili strutture militari e civili legate all’ingresso degli Albani.

Anco Marzio (641 – 616 a.C.)
Eventi storici: fondazione di Ostia, costruzione del Ponte Sublicio.
Espansione: Roma si affaccia sul Tirreno e conquista territori sabini e latini.
Monumenti:
– Porto di Ostia e infrastrutture commerciali.
– Ponte Sublicio sul Tevere, primo ponte stabile della città.

Tarquinio Prisco (616 – 579 a.C.)
Eventi storici: espansione verso nord, influenza etrusca.
Espansione: conquista di città etrusche e latine.
Monumenti:
– Avvio della costruzione del Tempio di Giove Ottimo Massimo sul Campidoglio
– Circo Massimo: primi lavori per l’area destinata ai giochi.
– Opere di urbanizzazione e canalizzazione (Cloaca Maxima).

Servio Tullio (578 – 535 a.C.)
Eventi storici: censimento, divisione in classi, definizione del pomerium.
Espansione: Roma ingloba i sette colli, dominio fino a 10.000 km² nel Lazio.
Monumenti:
– Mura Serviane, cinta muraria che racchiude la città.
– Ampliamento del Foro e nuove strutture civili.

Tarquinio il Superbo (535 – 509 a.C.)
Eventi storici: governo tirannico, caduta dopo la rivolta di Lucrezia.
Espansione: conquista di Tusculum e altre città latine.
Monumenti:
– Completamento del Tempio di Giove Ottimo Massimo, inaugurato nel 509 a.C. Musei Capitolini
– Ulteriori lavori al Circo Massimo e alle infrastrutture urbane.

Marco Vipsanio Agrippa

Il genio militare e urbanistico al fianco di Augusto

Chi era Marco Vipsanio Agrippa?

Marco Vipsanio Agrippa (Marcus Vipsanius Agrippa), nato intorno al 63 a.C. ad Arpino, è stato uno dei protagonisti più influenti della Roma imperiale.

Proveniva da una famiglia di origini modeste, la gens Vipsania, probabilmente di condizione plebea, figlio di Lucius Vipsanius, come compare nell’iscrizione del Pantheon:

M(arcus) AGRIPPA L(uci) F(ilius) CO(n)S(ul) TERTIVM FECIT.
Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta fece.

Nulla nella sua nascita lasciava presagire il ruolo cruciale che avrebbe avuto nella storia di Roma.

Agrippa era coetaneo di Ottaviano, con cui strinse un legame profondo fin dalla giovinezza. I due furono inviati da Giulio Cesare ad Apollonia, in Illiria, per completare la loro formazione militare e culturale, dove studiarono insieme a Gaio Cilnio Mecenate, figura centrale nella promozione delle arti e della cultura romana. Questo trio avrebbe poi giocato un ruolo decisivo nella nascita del principato romano e nella trasformazione di Roma in una potenza imperiale.

Un episodio emblematico della loro amicizia risale alla giovinezza: quando il fratello di Agrippa, Lucio, fu condannato a morte per aver sostenuto Pompeo contro Cesare, Ottaviano intervenne presso suo zio per ottenere la grazia, rafforzando così un legame che sarebbe durato tutta la vita.

Negli anni successivi, il rapporto tra Agrippa e Augusto attraversò momenti di tensione, soprattutto a causa di contrasti con il cognato Marco Claudio Marcello, nipote dell’imperatore.
Secondo Svetonio, Agrippa si ritirò a Mitilene con il pretesto di un lieve malessere, ma in realtà per allontanarsi da Roma, dove Augusto sembrava preferire Marcello come suo successore.
Alla morte di Marcello, avvenuta nel 23 a.C., Augusto lo richiamò a Roma e, forse su consiglio di Mecenate, decise di rafforzare il legame familiare: Agrippa divorziò da Marcella, figlia di Ottavia Minore, per sposare Giulia Maggiore, figlia di Augusto e vedova di Marcello.

Sebbene Agrippa e Marcella fossero probabilmente legati da un matrimonio felice, il nuovo vincolo dinastico fu imposto per ragioni politiche.

Dal matrimonio con Giulia nacquero cinque figli: Lucio, Gaio, Giulia Minore, Agrippina Maggiore e Agrippa Postumo. Augusto adottò Lucio e Gaio, designandoli come suoi successori, ma entrambi morirono prematuramente, prima che potessero salire al potere.

Agrippa morì improvvisamente nel 12 a.C. e le sue ceneri furono deposte nel Mausoleo di Augusto. Ottaviano portò il lutto per più di un mese, segno del profondo rispetto che l’imperatore nutriva per lui.

Per quale motivo è famoso Agrippa?

Agrippa è ricordato come il più fidato amico e collaboratore di Augusto, nonché come uno dei principali artefici del successo politico e militare dell’Impero romano. Fu lui a guidare la flotta nella celebre battaglia di Azio (31 a.C.), dove sconfisse Marco Antonio e Cleopatra, assicurando ad Augusto il controllo definitivo su Roma.

Marco Vipsanio Agrippa

Oltre alle imprese belliche, Agrippa si distinse per la sua attività edilizia e ingegneristica. Fu il promotore di grandi opere pubbliche che cambiarono il volto della città: tra queste, la costruzione del Pantheon di Roma, inaugurato nel 27 a.C., e la realizzazione di acquedotti fondamentali come l’Aqua Virgo, che ancora oggi alimenta la Fontana di Trevi.

La sua visione urbanistica contribuì a rendere Roma una città funzionale e monumentale, degna del suo ruolo di capitale dell’Impero.

Agrippa fu molto più di un generale: fu l’architetto della Roma imperiale, un uomo di visione e azione, capace di coniugare strategia militare, ingegneria urbana e senso civico.

La sua eredità vive ancora oggi nei monumenti, nelle infrastrutture e nella memoria storica della città eterna.

Con Augusto e Mecenate, fu uno dei pilastri della nascita del principato romano, il sistema che avrebbe retto Roma per secoli.

Cosa pensavano di lui i contemporanei?

Agrippa era stimato per la sua lealtà, sobrietà e spirito pratico. Non cercò mai il potere personale, preferendo sostenere Augusto e contribuire al bene comune.

Il popolo lo amava profondamente, e la sua generosità postuma ne è una prova: alla sua morte, Agrippa lasciò in eredità ai cittadini di Roma i suoi giardini (Campus Agrippae), le Terme di Agrippa — prime terme pubbliche della storia, accessibili gratuitamente, svolgendo una funzione igienica fondamentale per la salute della città.
Lasciò inoltre 400 sesterzi da distribuire a ciascun cittadino.
I poderi che lasciò ad Augusto, vennero da questi resi pubblici, permettendo a tutti di beneficiarne.

Questo gesto finale conferma il suo profondo senso civico e il legame indissolubile con Roma.

Quale eredità ci ha lasciato?

L’eredità di Agrippa è vasta e tangibile, e rappresenta una parte fondamentale del patrimonio storico e architettonico di Roma:

  • Pantheon di Agrippa, con la sua celebre iscrizione.
  • Aqua Virgo, acquedotto ancora attivo.
  • Terme di Agrippa, primo grande complesso termale pubblico.
  • Cloaca Maxima, restaurata e ampliata.
  • Campo Marzio, arricchito con portici, giardini e fontane.
  • Teatro di Ostia, centro culturale della città portuale.
  • Horrea Agrippiana, magazzini pubblici.
  • Basilica di Nettuno, accanto al Pantheon.
  • Septa Iulia, spazio per votazioni e assemblee.
  • Aqua Iulia, altro acquedotto strategico.

Agrippa si occupò anche di geografia romana, supervisionando la creazione di una mappa dettagliata dell’Impero romano, successivamente incisa su marmo e collocata in un colonnato fatto erigere da sua sorella Vipsania Polla.

Tra le sue opere letterarie, si ricorda un’autobiografia, oggi perduta, che avrebbe offerto preziose testimonianze sulla sua vita e sul periodo storico.

Marcus Vipsanius Agrippa

Cronologia:
63 a.C.: nascita ad Arpino.

45 a.C.: partecipa con Ottaviano alla battaglia di Munda sotto Cesare.

44 a.C.: studia ad Apollonia con Mecenate e Ottaviano.

42 a.C.: combatte a Filippi contro gli uccisori di Cesare.

36 a.C.: guida la flotta contro Sesto Pompeo, ottiene la corona navale.

37 a.C.: primo consolato; sposa Pomponia, da cui nasce Vipsania Agrippina.

27 a.C.: costruisce il Pantheon e assume il terzo consolato.

25 a.C.: sposa Marcella Maggiore, nipote di Augusto.

23 a.C.: muore Marcello; Agrippa si ritira a Mitilene.

21 a.C.: sposa Giulia, figlia di Augusto.

19 a.C.: inaugura l’Aqua Virgo.

12 a.C.: muore improvvisamente, forse per malattia; le sue ceneri vengono deposte nel Mausoleo di Augusto.

Elenco degli imperatori Romani d’Occidente

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Ottaviano Augusto

Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, regnò per 41 anni dal 27 a.C. al 14 d.C. Celebre per la transizione da repubblica a impero, promosse riforme politiche e sociali stabilizzando Roma. Fu acclamato “padre della patria” e inaugurò la Pax Romana, sostenendo le arti e monumenti che arricchirono la cultura romana.

La Dinastia Giulio Claudia

La dinastia giulio-claudia riunisce due famiglie potenti, i Giulii e i Claudii, e comprende figure chiave come Cesare, Ottaviano (Augusto), Tiberio e Nerone. Questa dinastia è contrassegnata da intrighi e tragedie, culminando con il suicidio di Nerone nel 68 d.C., lasciando una forte impronta nella storia romana.

Agrippina Maggiore

Agrippina Maggiore, figlia di Marco Vipsanio Agrippa e Giulia, sposò Germanico e ebbe nove figli, tra cui Caligola e Agrippina Minore. Celebre per il suo coraggio, divenne bersaglio della gelosia di Tiberio. Dopo la morte di Germanico, fu esiliata a Ventotene, subendo gravi maltrattamenti fino alla morte per digiuno.

Domus di Marco Vipsanio Agrippa

Nel 1879, scavi nel giardino della casa Farnesina a Trastevere rivelarono i resti di una villa augustea, con straordinarie decorazioni murali. Sebbene manchino oggetti d’arredo, la qualità degli affreschi suggerisce un legame con Marco Vipsanio Agrippa.

Le Meraviglie Archeologiche della Basilica di San Clemente

Un viaggio in profondità nella storia di Roma

La Basilica di San Clemente si trova nel cuore di Roma, a circa 300 metri dal Colosseo, lungo la strada che collega il colle Oppio al Celio, in direzione di San Giovanni in Laterano. È dedicata a San Clemente Papa, terzo successore di San Pietro, morto intorno al 100 d.C.

All’interno della Basilica di San Clemente, il visitatore viene accolto da un’atmosfera di profonda bellezza e spiritualità. L’abside è dominato da uno straordinario mosaico del XII secolo che raffigura l’Albero della Vita, un intreccio di rami e foglie che si espande armoniosamente attorno alla croce, simbolo della redenzione. Questo capolavoro bizantino è ricco di dettagli simbolici e figure sacre, che invitano alla contemplazione. Il pavimento, realizzato in prezioso stile cosmatesco, è un altro gioiello artistico: un mosaico geometrico di marmi colorati, che testimonia l’eccellenza dell’arte decorativa medievale romana.

Un percorso a 20 metri di profondità nella storia della città

Sotto l’attuale basilica si nasconde un incredibile complesso archeologico stratificato su quattro livelli, che racconta la storia di Roma dal I secolo fino al Medioevo. A circa 20 metri di profondità si trovano resti di edifici romani, luoghi di culto pagano e le fondamenta della prima basilica cristiana.

Edifici distrutti dall’incendio di Nerone nel 64 d.C.

Il livello più antico è costituito da costruzioni in muratura distrutte dal grande incendio di Roma sotto Nerone. Dopo il disastro, le rovine furono riempite di terra e utilizzate come base per nuove edificazioni, portando il piano urbano a un livello più alto, simile a quello del Colosseo.

Insula romana con Mitreo e basilica del IV secolo

Su queste fondamenta sorsero due edifici: una semplice insula in mattoni, con piccoli appartamenti disposti attorno a un cortile dove fu costruito un tempio mitraico nel II secolo; e un palazzo più imponente, con cortile centrale, che nel IV secolo fu trasformato nella prima basilica cristiana. Il cortile divenne la navata centrale, mentre le stanze laterali furono adattate a navate minori.

Seppellimento della basilica del IV secolo ed edificazione della basilica del 1100

Nel XII secolo, la basilica del IV secolo fu dichiarata pericolante, probabilmente a causa delle devastazioni normanne del 1084. Il cardinale Anastasio ne ordinò il riempimento con pietrame fino all’altezza delle colonne, e sopra di essa fu costruita l’attuale basilica, di dimensioni leggermente ridotte.

Come sono emerse queste strutture?

Per quasi sette secoli, la basilica inferiore fu dimenticata. Solo nel 1857, grazie agli scavi del priore Joseph Mullooly e dell’archeologo Giovanni Battista de Rossi, le strutture sotterranee furono riportate alla luce. Le ricerche furono rese difficili dalla presenza di acqua sotterranea, ma permisero di ricostruire l’intera stratificazione storica.

Monumento della pace: l’Ara Pacis e il suo significato

Museo dell’Ara Pacis

Rete Musei Civici di Roma

Classificazione: 3 su 5.
Storia, simbolismo e arte del monumento della pace imperiale

L’Ara Pacis Augustae è uno dei monumenti più significativi dell’arte romana e della propaganda imperiale. Situata nel Campo Marzio di Roma, fu dedicata nel 9 a.C. alla dea Pax, simbolo della pace augustea e della prosperità portata da Ottaviano Augusto, primo imperatore romano.

Ara Pacis - vista generale

Struttura dell’Ara Pacis: un templum arcaico

L’Ara Pacis si presenta come un recinto marmoreo rettangolare, che racchiude un altare interno. La sua forma richiama il templum arcaico, lo spazio sacro della religione romana, e riflette la volontà di Augusto di restaurare le tradizioni antiche. L’orientamento dell’edificio segue assi cosmici, sottolineando l’armonia tra potere e ordine universale.

Dea Pax e culto imperiale: significato propagandistico

La dedica alla dea Pax non nasce da un culto popolare, ma da una precisa strategia politica. Pax è la personificazione della pace garantita dal principato, strettamente legata al culto imperiale. L’Ara Pacis celebra il ritorno di Augusto dalle campagne militari e l’inizio di una nuova età dell’oro, simile al mitico regno di Saturno.

Decorazioni esterne: pannelli figurati e girali filosofici

Fascia inferiore: girali vegetali e simbolismo neoplatonico
Ara Pacis - Decorazione floreale

La parte inferiore dell’Ara Pacis è decorata con girali di acanto, animati da piccoli animali e frutti. Questi motivi riflettono una visione neoplatonica della natura, dove la molteplicità del vivente è regolata da una logica unitaria, fondata su numero e geometria. Il fregio a svastiche, simbolo solare, richiama Apollo, dio della luce e protettore di Augusto.

Fascia superiore: pannelli mitologici e storici

I pannelli figurati si dividono in:

Pannelli mitologici:

  • Enea con i Penati: fondatore troiano di Roma, simbolo di pietas.
  • Romolo e Remo con la lupa: mito fondativo della città.
  • Dea Roma: figura marziale, custode della potenza militare.
  • Venere genetrix o Tellus: simbolo di fertilità e abbondanza, legata alla gens Julia e all’Eneide di Virgilio.

Pannelli storici:

  • Corteo di consacrazione: raffigurazione realistica di sacerdoti, magistrati e familiari di Augusto, il giorno della consacrazione dell’altare.
Messaggio politico: Augusto e la nuova età dell’oro

Il messaggio dell’Ara Pacis è chiaro: Augusto è il princeps voluto dagli dèi, colui che ha riportato pace e prosperità a Roma. Il suo governo inaugura una seconda età dell’oro, dove l’ordine cosmico si riflette nell’ordine politico.

Inserimento nel Campo Marzio: un paesaggio simbolico

L’Ara Pacis era parte di un complesso monumentale augusteo:

  • Horologium Augusti: orologio solare il cui obelisco proiettava l’ombra sull’Ara Pacis il giorno del compleanno di Augusto.
  • Mausoleo di Augusto: sepolcro dinastico, simbolo di continuità imperiale.
  • Pantheon: tempio dedicato a tutti gli dèi, ristrutturato da Agrippa, collega il potere imperiale alla sfera divina.

Indirizzo: Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) – 00186 Roma
Sito web: https://www.arapacis.it/
Costo Indicativo del biglietto: 14,00 euro non residente – 9,50 euro residente

Gratuità: prima domenica del mese
Sempre gratis per i possessori della MiC Card

Musei arte antica:
Musei Capitolini
Museo Centrale Montemartini
Musei Vaticani
Museo Nazionale Romano
Museo Nazionale Etrusco
Museo di scultura antica Barracco
Museo della Civiltà Romana

Parchi archeologici:
Parco Archeologico del Colosseo
Mercati di Traiano
Mausoleo di Augusto
Terme di Caracalla
Museo dell’Ara Pacis
Museo delle Mura
Parco Archeologico Appia Antica
Basilica Sotterranea di Porta Maggiore
Villa di Livia

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Ottaviano Augusto

Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, regnò per 41 anni dal 27 a.C. al 14 d.C. Celebre per la transizione da repubblica a impero, promosse riforme politiche e sociali stabilizzando Roma. Fu acclamato “padre della patria” e inaugurò la Pax Romana, sostenendo le arti e monumenti che arricchirono la cultura romana.

La Dinastia Giulio Claudia

La dinastia giulio-claudia riunisce due famiglie potenti, i Giulii e i Claudii, e comprende figure chiave come Cesare, Ottaviano (Augusto), Tiberio e Nerone. Questa dinastia è contrassegnata da intrighi e tragedie, culminando con il suicidio di Nerone nel 68 d.C., lasciando una forte impronta nella storia romana.

Livia Drusilla

Livia Drusilla, prima imperatrice romana e moglie di Augusto, fu una figura chiave della storia di Roma. Nata in una famiglia nobile, esercitò notevole influenza politica, sostenendo il figlio Tiberio e orchestrando intrighi per consolidarne il potere.

Le pareti ingannevoli

Il sorprendente criptoportico conservato a Palazzo Massimo, è un paesaggio inventato e immaginato per cantare e racchiudere (in un hortus conclusus) il presente felice, il piacere di vivere e di godere della pace, dell’ordine, della giustizia riportati da Augusto con la vittoria sulle forze selvagge.

La grandiosa tazza di marmo con corteo marino

Un tesoro prezioso della collezione di Palazzo Massimo

Tra i capolavori più affascinanti conservati a Palazzo Massimo, spicca una straordinaria tazza marmorea decorata con un fregio marino di rara eleganza. Rinvenuta nell’area del lungotevere in Sassia, probabilmente nei pressi degli antichi Horti di Agrippina, questa opera d’arte unisce raffinatezza tecnica, profondità mitologica e valore storico. Il fregio scolpito raffigura un corteo marino animato da Nereidi e tritoni, culminante nella scena della consegna delle armi ad Achille, episodio centrale dell’Iliade di Omero. L’opera, realizzata in marmo pentelico, è un esempio eccellente di scultura decorativa romana influenzata dal tardo ellenismo, e testimonia la cultura colta e simbolica delle élite imperiali.

Il fregio marino: ninfe danzanti e tritoni eroici

Il fregio scolpito in altorilievo raffigura un corteo marino (thiasos) di rara eleganza. Le Nereidi, ninfe del mare, si muovono con linee sinuose e leggere, trasportate da tritoni dai corpi atletici e scolpiti con precisione anatomica. Le figure sembrano danzare sulle onde.

Il movimento dei tritoni converge al centro, dove avviene l’incontro tra la figura che porta uno scudo e quella che porta una corazza: è il cuore narrativo della scena, che rappresenta la consegna delle armi divine ad Achille, momento mitico tratto dall’Iliade.

Il mito delle armi di Achille: tra letteratura e scultura

Secondo il racconto omerico, dopo la morte di Patroclo, Achille riceve nuove armi forgiate dal dio Efesto, su richiesta della madre Teti, una delle Nereidi.
Le armi di Achille erano infatti in mano ai Troiani. Patroclo le aveva rubate, e vestito della panoplia di Achille, aveva sfidato Ettore. Questi, convinto di avere davanti l’invincibile eroe greco, scese in campo e uccise il giovane Patroclo. La morte del guerriero, rompe il giuramento di Achille di non combattere più e segna la fine della città di Troia.

Lo scudo di Achille: un universo scolpito

Nel Libro XVIII dell’Iliade, Omero dedica oltre 130 versi alla descrizione dello scudo, in quello che è considerato il primo esempio di ekphrasis nella letteratura occidentale. Efesto, nella sua fucina divina, crea un oggetto che non è solo arma, ma mappa simbolica del mondo.

Lo scudo è composto da cinque strati metallici (bronzo, oro, argento, stagno) e circondato da un orlo triplo lucente, con una tracolla d’argento. Sulla sua superficie, Efesto scolpisce:

  • Il cosmo: terra, cielo, mare, il Sole, la Luna e le costellazioni (Pleiadi, Iadi, Orione, l’Orsa).
  • Due città: una in pace, con nozze e processi pubblici; l’altra in guerra, assediata e difesa.
  • Scene di vita rurale: aratura, mietitura, vendemmia, pascoli, attacco di leoni a una mandria.
  • Una danza di giovani e, all’esterno, il fiume Oceano che circonda tutto.

“Ivi ei fece la terra, il mare, il cielo / E il Sole infaticabile, e la tonda Luna, / e gli astri diversi onde sfavilla / Incoronata la celeste volta…”
(Iliade XVIII, vv. 483–486, trad. Monti)

Lo scudo non protegge solo il corpo: racchiude l’intera esistenza, alternando guerra e pace, gioia e dolore, natura e civiltà. È un ritratto del mondo omerico, scolpito per un eroe che incarna la totalità dell’esperienza umana.

La corazza: splendore e invincibilità

Nel Libro XIX, Teti consegna ad Achille le armi divine. La corazza è descritta come lucente come fiamma viva, perfettamente aderente al corpo dell’eroe. Nonostante Omero non ne dia una descrizione dettagliata come per lo scudo, la corazza assume un valore simbolico altissimo:

  • È segno della rinascita di Achille dopo il lutto per Patroclo.
  • Rappresenta la protezione divina: forgiata da Efesto, è unica e inimitabile.
  • La sua luce è paragonata a quella della luna sul mare, visibile da lontano come un faro per i naviganti.

“E poi lo scudo prese, grande, massiccio; e da questo / fulgore come di luna si diffuse lontano…”
(Iliade XIX, vv. 373 ss.)

Ritrovamento e contesto storico: gli Horti di Agrippina

La tazza è stata rinvenuta nell’area dell’Ospedale Santo Spirito in Sassia, che sorge sopra gli antichi Horti Agrippinae, lussuosa residenza di Agrippina Maggiore. Figlia di Marco Agrippa e Giulia, nipote di Ottaviano Augusto e discendente di Giulio Cesare, Agrippina fu moglie del generale Germanico e madre dell’imperatore Caligola. Dopo la morte sospetta del marito, fu esiliata da Tiberio e morì di fame a Ventotene, in un ultimo gesto di ribellione e di resistenza.

La tazza faceva parte, molto probabilmente, di una fontana monumentale che abbelliva il giardino; rappresenta uno dei più preziosi esempi di copie romane di modelli classici. In marmo pentelico, è un esempio perfetto di scultura decorativa romana influenzata dal tardo ellenismo. Queste copie servivano ad arredare le residenze urbane e le ville delle classi dirigenti che le usavano per costruire complicati programmi decorativi dove esibire la propria cultura ellenizzante.

Conclusione: un’opera che racconta Roma, l’arte e il mito

Questa tazza non è solo un oggetto decorativo: è un frammento prezioso della storia culturale di Roma. Proviene dal giardino di una delle famiglie più influenti dell’antichità, la Gens Julia, legata direttamente a Giulio Cesare e ad Augusto. Il suo altissimo livello artistico, la raffinatezza delle figure, la profondità simbolica del mito rappresentato e la qualità del marmo utilizzato la rendono un capolavoro assoluto. Ma soprattutto, essa testimonia una cultura che faceva del mito, della letteratura e dell’arte un linguaggio comune, capace di evocare l’Iliade di Omero con una potenza visiva che ancora oggi ci incanta. Un’opera che unisce bellezza, memoria e identità.

Museo Nazionale Romano, Palazzo Massimo
Indirizzo: Largo di Villa Peretti, 2, 00185 Roma RM

Musei dedicati a Roma Antica:
Museo Centrale Montemartini
Musei Vaticani
Musei Capitolini
Museo Nazionale Etrusco
Museo di scultura antica Barracco
Museo della Civiltà Romana

Parchi archeologici:
Parco Archeologico del Colosseo
Mercati di Traiano
Mausoleo di Augusto
Terme di Caracalla
Museo dell’Ara Pacis
Parco Archeologico Appia Antica
Basilica Sotterranea di Porta Maggiore
Villa di Livia

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Agrippina Maggiore

Agrippina Maggiore, figlia di Marco Vipsanio Agrippa e Giulia, sposò Germanico e ebbe nove figli, tra cui Caligola e Agrippina Minore. Celebre per il suo coraggio, divenne bersaglio della gelosia di Tiberio. Dopo la morte di Germanico, fu esiliata a Ventotene, subendo gravi maltrattamenti fino alla morte per digiuno.

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Domus di Marco Vipsanio Agrippa

Nel 1879, scavi nel giardino della casa Farnesina a Trastevere rivelarono i resti di una villa augustea, con straordinarie decorazioni murali. Sebbene manchino oggetti d’arredo, la qualità degli affreschi suggerisce un legame con Marco Vipsanio Agrippa.

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Le pareti ingannevoli

Il sorprendente criptoportico conservato a Palazzo Massimo, è un paesaggio inventato e immaginato per cantare e racchiudere (in un hortus conclusus) il presente felice, il piacere di vivere e di godere della pace, dell’ordine, della giustizia riportati da Augusto con la vittoria sulle forze selvagge.

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Scopri l’Accademia di San Luca a Palazzo Carpegna

Cosa vedere a Roma gratis

Per chi cerca cosa fare a Roma gratis, oppure è a caccia di itinerari insoliti nella Città Eterna, possiamo consigliare un luogo affascinante e poco conosciuto: l’Accademia Nazionale di San Luca. Situata nel cuore di Roma, a due passi dalla Fontana di Trevi, questa istituzione storica offre ingresso gratuito e un percorso tra arte, architettura, simbolismo e creatività europea che accenderà la vostra curiosità.

Dalle origini spirituali a istituzione culturale

Fondata nel 1593 dal pittore e teorico Federico Zuccari, l’Accademia di San Luca nacque per promuovere pittura, scultura e architettura come arti intellettuali, elevandole al rango delle discipline liberali.

La prima sede fu presso l’Oratorio di San Luca, situato nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore. La scelta fu profondamente simbolica: l’oratorio sorgeva vicino alla celebre icona mariana della Salus Populi Romani, oggi custodita nella Cappella Paolina. Ritenuta opera dello stesso San Luca evangelista, patrono degli artisti, questa immagine sacra simboleggiava protezione divina e vocazione spirituale per chi si dedicava all’arte.

Palazzo Carpegna e il genio di Borromini

Il palazzo che ospita l’Accademia è un capolavoro barocco rinnovato da Francesco Borromini tra il 1643 e il 1650. Qui progettò:

  • Il suggestivo portale d’ingresso, decorato con fregi e una medusa scolpita
  • Il raffinato portico interno
  • La scenografica rampa elicoidale, simbolo ascensionale dell’arte come cammino verso l’eccellenza

Il giardino e il Guerriero morente

All’interno del complesso si trova anche un giardino nascosto, silenzioso e impreziosito da una straordinaria scultura: l’Achille morente di Filippo Albacini, realizzato nel 1854 in marmo di Carrara. L’eroe omerico è ritratto nel momento del trapasso, piegato ma ancora fiero: un’opera carica di pathos e potenza espressiva, incorniciata da verde e architettura. Uno spazio perfetto per una pausa di bellezza.

Due accademie a confronto: San Luca e i Virtuosi al Pantheon

Per chi esplora itinerari culturali a Roma, è interessante il confronto con la Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon, fondata nel 1542 con una vocazione spirituale e religiosa.

Mentre l’Accademia di San Luca si è distinta per il suo carattere laico e accademico, con l’obiettivo di sostenere lo studio delle arti come disciplina intellettuale e professionale, i Virtuosi al Pantheon hanno operato (e operano tuttora) nell’ambito dell’arte sacra e della letteratura cristiana, promuovendo opere ispirate alla spiritualità e ospitando esposizioni nelle cappelle del Pantheon.

Entrambe sono espressioni di eccellenza artistica romana, ma con finalità e atmosfere differenti: l’una rivolta all’innovazione e all’insegnamento, l’altra legata alla devozione e alla tradizione cristiana.

Accademia di San Luca e la centralità di Roma nel panorama culturale europeo

Visitare l’Accademia di San Luca significa fare molto più che ammirare opere d’arte: significa entrare nel tessuto culturale di Roma, comprenderne il ruolo storico di capitale internazionale dell’arte e scoprire come le sue accademie abbiano riunito le menti più brillanti del panorama europeo per secoli.

Dalle sue origini spirituali alla vocazione formativa, l’Accademia testimonia la funzione guida di Roma nella cultura occidentale, punto di incontro tra innovazione, bellezza e pensiero. E tutto questo è accessibile gratuitamente, in un palazzo che racconta più di quanto mille guide possano spiegare.

Come visitare l’Accademia di San Luca

Indirizzo: Piazza dell’Accademia di San Luca 77, Roma

Sito web: https://accademiasanluca.it/

Ingresso: gratuito

Metro: Linea A, fermata Barberini
Orari: Martedì–Venerdì 15:00–19:00 | Sabato 10:00–19:00

Prenotazioni: prenotazioni@accademiasanluca.it

Accessibilità: garantita per persone con mobilità ridotta


Chi erano gli accademici?

L’Accademia ha riunito nei secoli i nomi più illustri del panorama artistico:

  • Gian Lorenzo Bernini, principe dell’arte barocca
  • Antonio Canova, ultimo principe dell’Accademia e padre del neoclassicismo
  • Domenichino, Giacomo Balla, Carlo Maria Mariani e molti altri protagonisti dell’evoluzione dell’arte italiana ed europea

Cosa vedere all’Accademia di San Luca

Un vero scrigno per gli amanti dell’arte, con opere che attraversano cinque secoli:

  • “San Luca che dipinge la Vergine”, attribuito a Raffaello
  • Un bozzetto in terracotta del leone per la Fontana dei Quattro Fiumi di Bernini
  • Una copia della “Galatea” di Raffaello, realizzata da Pietro da Cortona in stile barocco
  • Opere di Canaletto, Hayez, Thorvaldsen, Van Dyck, Piazzetta, Jacopo Bassano
  • Modelli in gesso, disegni architettonici e dipinti legati ai concorsi accademici
  • 33 opere contemporanee donate nel 2025 dal gallerista Gian Enzo Sperone, tra cui lavori di Giulio Paolini e Carlo Maria Mariani