Il significato rivoluzionario
Caravaggio qui realizza una sintesi tra realismo popolare e riferimenti colti:
– La crudezza dei piedi sporchi, simbolo della povertà e della strada.
– L’aderenza alla realtà quotidiana, che abbraccia la fede semplice dei pellegrini.
– Citazioni visive legate alla statuaria classica e persino a modelli rinascimentali, come il rosso vellutato del corpetto della Madonna derivato da modelli tizianeschi.
Questi elementi, difficili da cogliere per il pubblico dell’epoca, rendono l’opera straordinariamente moderna e ancora oggi dirompente per chi vi si confronta.
Tra scandalo, devozione e rivoluzione artistica: significato e storia della Madonna dei Pellegrini di Caravaggio
Nel cuore di Roma, nella suggestiva Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, si trova uno dei dipinti più potenti e moderni del Barocco italiano: la Madonna dei Pellegrini, detta anche Madonna di Loreto.
Una commissione motivata dalla devozione

L’opera fu realizzata tra il 1604 e il 1606 su incarico della vedova di Ermete Cavalletti, nobile devoto alla Madonna di Loreto, su volontà testamentaria dopo la morte del marito nel 1602. Il dipinto fu concepito come pala per la cappella di famiglia nella Basilica di Sant’Agostino.
Il titolo alla Madonna di Loreto derivava dalla profonda devozione della famiglia Cavalletti verso la Vergine lauretana, consacrata anche da un pellegrinaggio del marchese al santuario di Loreto pochi mesi prima della sua morte.
Una scena di profonda umanità
L’immagine rappresenta la Vergine Maria con il Bambino, in piedi sulla soglia di una modesta abitazione romana, mentre due pellegrini inginocchiati la venerano con semplicità; il realismo delle figure colpisce per la sua cruda verità.
Secondo la descrizione di Francesca Marini nel volume Caravaggio della collana I Classici dell’Arte (Edizioni Skira, 2003), Caravaggio porta in scena:
«Una donna del popolo, con in braccio il suo bambino, in attesa sulla porta della propria casa, e di fronte a lei due viandanti mal in arnese, con i piedi nudi, sporchi, i vestiti rattoppati, unico segno della loro condizione: le mani giunte e i due bastoni da pellegrini» (Marini, Caravaggio, Edizioni Skira, 2003, p. 136; parafrasato).
Questa descrizione sottolinea come l’opera dissolva qualsiasi idealizzazione, mostrando il sacro nella concretezza della vita quotidiana.
Scandalo, critica e accoglienza
Quando l’opera fu esposta nella cappella, suscitò grande stupore tra il popolo e tra i critici dell’epoca. Per il biografo Giovanni Baglione, ci fu “estremo schiamazzo dai popolani” alla vista dei pellegrini con i piedi sporchi e malvestiti.

Una delle ragioni dell’agitazione fu la presunta identità della modella della Madonna: secondo alcuni commentatori dell’epoca, Caravaggio avrebbe utilizzato come modello una donna di strada molto nota nella Roma del periodo, Maddalena Antognetti, detta Lena, famosa per la sua vita di cortigiana.
Questa scelta, unita alla naturalezza con cui la figura sacra è ritratta, difficilmente rientrava nei canoni devozionali classici suggeriti dagli ambienti più conservatori. Tuttavia, nonostante le critiche, l’opera non fu rimossa né censurata dal Concilio di Trento, dimostrando come il reale sentimento di fede potesse essere accolto anche quando espresso in forme artistiche non tradizionali.
Fonte bibliografica
Marini, Francesca (a cura di), Caravaggio, collana I Classici dell’Arte, Edizioni Skira per Corriere della Sera, 2003, p. 136.
Link Utili:
https://it.wikipedia.org/wiki/Ermete_Cavalletti
https://www.artesvelata.it/donne-caravaggio-lena/amp/
Chiesa di Sant’Agostino

La Madonna dei Pellegrini si trova ancora nella Cappella Cavalletti nella Basilica di Sant’Agostino, nella prima cappella della navata di sinistra. È un’opera che conserva intatta la sua potenza espressiva e continua ad affascinare visitatori da tutto il mondo.
La Basilica di Sant’Agostino si trova in Piazza di S. Agostino
00186 Roma RM
La Basilica è aperta dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19.30. La domenica e festivi dalle 8.00 alle 12.45 e dalle 16.00 alle 19.30.
Sito web: https://www.santagostinoroma.it/
Descrizione sintetica dell’Opera:

Olio su tela. 1604-1606
Michelangelo Merisi, detto Caravaggio
Il colore e l’illuminazione
I colori del dipinto sono terrosi e vanno dal marrone scuro all’ocra. Solo l’abbigliamento di Maria ha colori primari e leggermente più saturi come il rosso della veste e il blu del mantello. I due colori sono tradizionalmente legati alla figura di Maria in quanto il rosso rappresenta la passione e il blu l’Assemblea della Chiesa.
La luce direzionale proviene da sinistra in alto e colpisce le figure a tratti, evidenziando solo alcune loro parti. I personaggi che emergono dal buio sono una nota caratteristica della pittura di Caravaggio. Questa componente scenografica permette di ottenere un clima drammatico e sacro. La vergine col Bambino, infatti, è illuminata quasi interamente. I loro incarnati sono chiari e riflettono la luce dorata che rende liscia e pura la loro pelle. Sottili linee di luce mettono in evidenza le architetture, sullo stipite e nella soglia.
