I Fori Imperiali nel Medioevo

Trasformazioni, abbandono e rinascita archeologica

Durante l’Alto Medioevo, il complesso dei Fori Imperiali e del Foro Romano attraversò una fase di profondo abbandono. Sebbene gran parte delle strutture antiche fosse soggetta a interramento e degrado, proprio questo processo contribuì paradossalmente alla loro conservazione. Gli unici edifici a mantenere una funzione attiva furono quelli trasformati in chiese a partire dal VI secolo d.C., garantendo così una continuità d’uso e una maggiore tutela.

Tra le principali trasformazioni medievali si ricordano:

  • La Curia Iulia, convertita nella chiesa di Sant’Adriano.
  • Il Tempio di Romolo, divenuto Santi Cosma e Damiano.
  • Un ambiente del Palazzo Imperiale, trasformato nella chiesa di Santa Maria Antiqua.
  • Il Tempio di Antonino e Faustina, adattato alla chiesa di San Lorenzo in Miranda.

Con il passare dei secoli, la memoria della funzione politica e religiosa del Foro antico svanì. In età medievale l’area venne infatti chiamata Campo Vaccino, a testimonianza del suo uso come pascolo per il bestiame.

Dal Rinascimento alla perdita dei monumenti antichi

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, le distruzioni più significative dei monumenti dei Fori non avvennero nel Medioevo, ma nel Rinascimento. Con la ripresa dei cantieri edilizi a Roma, il Foro Romano fu sfruttato come una vera e propria cava di materiali.

Le demolizioni più pesanti si verificarono tra il 1540 e il 1550, quando la costruzione della nuova Basilica di San Pietro richiese enormi quantità di marmo e pietra. Nonostante le denunce di artisti e intellettuali come Raffaello e Michelangelo, molti edifici ancora quasi intatti – tra cui il Tempio del Divo Giulio, il Tempio di Saturno e quello dei Dioscuri – vennero smantellati fino a raggiungere l’aspetto frammentario con cui li conosciamo oggi.

È in questo periodo che nasce il celebre detto:
“Per costruire la Roma dei Papi si distrusse la Roma dei Cesari.”

La riscoperta archeologica tra Settecento e Ottocento

A partire dalla fine del Settecento, con l’Illuminismo, tornò a crescere l’interesse per le antichità romane. Tuttavia, fu solo dopo l’Unità d’Italia che iniziarono gli scavi sistematici nel Foro Romano e nei Fori Imperiali.

Figure fondamentali per questa nuova stagione furono:

  • Pietro Rosa
  • Giuseppe Fiorelli
  • Rodolfo Lanciani
  • Giacomo Boni

Grazie ai loro studi e ai loro scavi, la conoscenza della Roma antica compì un salto decisivo, ponendo le basi dell’archeologia moderna e restituendo alla città la memoria storica dei suoi monumenti più rappresentativi.

Fonte: Guida Archeologica di Roma, a cura di Adriano La Regina, Milano, Electa, 2005, p. 16.


Parco Archelogico del Colosseo e del Palatino

Salus Populi Romani

Storia, datazione e devozione dell’icona mariana più amata di Roma La Salus Populi Romani è la più importante icona mariana di Roma, un’immagine che attraversa secoli di storia, arte e devozione popolare. Custodita nella Basilica di Santa Maria Maggiore, continua a essere percepita come una presenza viva, protettrice della città e del suo popolo.È un…

Keep reading

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.