Salus Populi Romani

Storia, datazione e devozione dell’icona mariana più amata di Roma

La Salus Populi Romani è la più importante icona mariana di Roma, un’immagine che attraversa secoli di storia, arte e devozione popolare. Custodita nella Basilica di Santa Maria Maggiore, continua a essere percepita come una presenza viva, protettrice della città e del suo popolo.
È un simbolo identitario che unisce Roma in momenti di gioia, crisi e rinascita.

Un’icona unica: materiali, stile e tradizione

La tavola, realizzata in legno di cedro e dalle dimensioni di 117 × 79 cm, raffigura la Madonna in piedi a mezza figura con il Bambino in braccio.
Per secoli la tradizione popolare ha attribuito l’immagine a San Luca Evangelista, patrono dei pittori, alimentando la percezione di un’opera miracolosa e antichissima.

Numerosi sono gli interventi salvifici che la devozione romana ha collegato all’icona. Il più celebre riguarda Papa Gregorio Magno: secondo la tradizione, nel 590 il pontefice portò l’immagine in processione per implorare la fine della peste. Giunti presso il Mausoleo di Adriano, al popolo romano sarebbe apparso l’Arcangelo Michele che, per intercessione della Madonna, annunciò la conclusione dell’epidemia.

Una storia civica: il rapporto con Roma e il Comune

Fin dal Medioevo, la Salus Populi Romani è stata considerata un palladio della città.
Il Comune di Roma la venerava come simbolo identitario e ne promuoveva processioni e suppliche pubbliche nei momenti di crisi: pestilenze, carestie, alluvioni, guerre.

Nel XIV secolo, l’icona venne collocata in una edicola marmorea commissionata proprio dal Comune, segno del suo ruolo pubblico e urbano.

Che cosa significa “palladio della città”

Il termine palladio deriva dal mondo antico.
Nella mitologia greca, il Palladio era una statua sacra di Atena che proteggeva la città. Uno dei più famosi fu il Palladio di Troia: finché la statua rimaneva in città, la città era ritenuta invincibile.

Da qui nasce l’uso simbolico del termine: un palladio è un oggetto sacro o identitario che garantisce protezione alla comunità.

La Salus Populi Romani è considerata un palladio perché:

  • è percepita come protezione del popolo romano
  • è stata invocata durante pestilenze, carestie, guerre e calamità
  • è stata portata in processione dal Comune come immagine civica, non solo religiosa
  • è diventata un riferimento anche per i papi
  • continua a essere un simbolo di unità, speranza e identità urbana

In altre parole, la Salus non è solo un’icona mariana:
è la Madonna che protegge Roma, un elemento fondativo della memoria collettiva della città.

L’Accademia di San Luca e la Salus: un legame profondo

Il rapporto tra la Salus Populi Romani e l’Accademia di San Luca è uno degli aspetti più affascinanti della storia dell’icona.

  • Poiché la tradizione attribuiva l’immagine a San Luca, patrono dei pittori, l’icona divenne un modello identitario per l’Accademia.
  • Gli artisti la consideravano una matrice iconografica: un’immagine perfetta, da studiare e imitare.
  • Nei secoli XVII e XVIII, l’Accademia realizzò copie ufficiali della Salus, destinate a chiese, confraternite e missioni in tutto il mondo.
  • Le copie erano spesso accompagnate da cerimonie solenni, quasi a ribadire il ruolo della Salus come fondamento dell’arte sacra romana.
  • Questo legame ha contribuito a diffondere l’immagine ben oltre l’Urbe, rafforzandone il carattere universale.

Le scoperte scientifiche: la nuova datazione (IX–XI secolo)

Il restauro concluso nel 2018 ha rappresentato una svolta decisiva.
Grazie a indagini scientifiche avanzate – analisi stratigrafiche, studio dei pigmenti, esami del supporto ligneo – è stato possibile:

  • rimuovere vernici e ridipinture stratificate nei secoli
  • restituire alla tavola la sua luminosità originaria
  • proporre una datazione tra il IX e l’XI secolo

Questa scoperta ha definitivamente chiarito che l’icona non risale all’età apostolica, ma appartiene alla produzione bizantina medievale, probabilmente realizzata a Roma o per Roma in un contesto di forte influenza orientale.

Una devozione viva: dai gesuiti a Papa Francesco

Fin dalle origini della Compagnia di Gesù, i gesuiti promossero il culto della Salus e diffusero copie dell’icona in tutto il mondo.
In epoca contemporanea, Papa Francesco ha rinnovato questa tradizione: visitava la Salus prima e dopo ogni viaggio apostolico, affidando alla Madonna il suo ministero.

Il suo legame personale con l’icona era così profondo che espresse il desiderio di essere sepolto proprio in Santa Maria Maggiore, sullo stesso lato della basilica dove si trova la Cappella Paolina, che custodisce la Salus.
Dopo la sua morte, avvenuta nel Lunedì di Pasqua del 2025, questo desiderio è stato rispettato.

Il suo successore, Papa Leone XIV, ha più volte ricordato la Salus come “cuore spirituale della città”.

La pandemia del 2020: la Salus al centro della speranza

Durante la pandemia di Covid‑19, la Salus Populi Romani è tornata a essere un segno di protezione per la città.
Il 27 marzo 2020, in una Piazza San Pietro deserta e sotto una pioggia battente, Papa Francesco ha voluto accanto a sé proprio questa icona durante il momento straordinario di preghiera e benedizione Urbi et Orbi.

L’immagine, portata dalla Cappella Paolina al sagrato della basilica, è diventata uno dei simboli più potenti della speranza durante la crisi sanitaria.

Perché la Salus Populi Romani è così importante per Roma

L’icona è un simbolo che unisce:

  • arte: una delle più antiche e preziose immagini mariane della città
  • storia: legni, processioni, miracoli e restauri
  • identità civica: percepita come protezione del popolo romano
  • spiritualità: luogo di preghiera costante, soprattutto nei momenti di crisi

La Salus Populi Romani non è solo un capolavoro medievale: è un frammento vivo della memoria collettiva di Roma, una presenza che attraversa i secoli e continua a parlare al cuore dei fedeli.

Fonti e risorse

Fonti bibliografiche

  • Schnell, Guida artistica n. 2975, 1ª edizione italiana 2023.
    © Capitolo di Santa Maria Maggiore; © Verlag Schnell & Steiner GmbH.
    ISBN 978‑3‑7954‑7266‑5.
  • Salus Populi Romani. L’icona restaurata (Musei Vaticani, 2022).
    Analisi tecniche e risultati del restauro del 2018.
  • Studi dell’Accademia Nazionale di San Luca sulla tradizione pittorica romana.

Risorse web istituzionali

(ricercabili facilmente online)

  • Basilica Papale di Santa Maria Maggiore – storia, arte, liturgia.
  • Musei Vaticani – documentazione sul restauro dell’icona.
  • Accademia Nazionale di San Luca – archivio digitale e studi.
  • Vatican News – articoli sulla pandemia e sulla devozione papale.
  • Osservatore Romano – approfondimenti storici e liturgici.

Basilica Papale di Santa Maria Maggiore
Via Liberiana, 27
00185 Roma

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