Il Tempio di Saturno

Un gioiello nascosto a Villa Torlonia


Celebrare il tempo e l’armonia universale

Il Tempio di Saturno a Villa Torlonia, costruito tra il 1836 e il 1838 su commissione di Alessandro Torlonia, si erge come un’opera neoclassica che intreccia elementi decorativi densi di simbolismo.
Situato in un parco originariamente dedicato alla viticoltura, il tempio richiama l’architettura romana e funge da ponte tra tradizione classica e aspirazioni moderne del XIX secolo.
Oltre all’intento celebrativo di Alessandro Torlonia, nasconde un’antica storia di amicizia.

Struttura Architettonica
La struttura si presenta con eleganti colonne doriche che sorreggono un frontone decorato con un bassorilievo intitolato “La vita umana e il Tempo che trionfa sulla Gioia, sull’Arte e sulla Cultura”, opera dello scultore Vincenzo Gajassi. Questo rilievo rappresenta Saturno, personificazione del tempo, attorniato dai suoi attributi simbolici: una falce, un leone e un serpente che tiene in bocca una sfera. Ai lati, le raffigurazioni delle Quattro Stagioni completano la composizione, celebrando il ciclo eterno della natura.

Sulla parete di fondo, in posizione centrale, troviamo un rilievo che raffigura Dionisio nell’atto di donare la vite agli uomini, a sottolineare il legame tra fertilità, cultura e natura. Ai suoi lati due mascheroni teatrali che richiamano le tradizioni artistiche dell’antica Roma, simbolo dell’importanza dell’arte nella vita umana. Infine, sulle pareti laterali, due pannelli decorativi, copie in gesso tratte dall’Arco di Trionfo di Marco Aurelio, raffigurano il Trionfo e la Clemenza. Gli originali di questi rilievi si trovano oggi conservati ai Musei Capitolini, un elemento che aggiunge ulteriore prestigio alla struttura.

Analisi simbolica: un messaggio di armonia universale

Il Tempio di Saturno è ricco di simboli che sembrano dialogare tra loro per trasmettere un messaggio di equilibrio e ciclicità:

Pannelli dell’Arco di Trionfo: Il Trionfo e la Clemenza simboleggiano il successo e la virtù, riflettendo forse l’immagine che Alessandro Torlonia desiderava trasmettere di sé come uomo giusto e magnanimo.

Saturno e i suoi attributi: La falce rappresenta la trasformazione e il rinnovamento, il leone simboleggia la forza, mentre il serpente con la sfera richiama il simbolo dell’ouroboros, segno di eternità e rigenerazione. La sfera, forse, rappresenta il mondo, sottolineando l’idea di un ordine cosmico.

Dionisio e la vite: Questo rilievo potrebbe essere un omaggio alla fertilità e alla cultura, con un chiaro richiamo al passato agricolo di Villa Torlonia, originariamente una vigna.

Mascheroni teatrali: Evocano il valore delle arti e il loro ruolo nell’arricchire l’esperienza umana.

Confronto con il Tempio di Esculapio di Villa Borghese

Un interessante parallelo può essere tracciato con il Tempio di Esculapio a Villa Borghese, costruito tra il 1785 e il 1792. Questo tempio, anch’esso in stile neoclassico, si erge su un isolotto al centro di un laghetto artificiale, creando un’atmosfera suggestiva e serena. Dedicato al dio della medicina, il Tempio di Esculapio celebra la guarigione e la rinascita.

Sebbene entrambi i templi condividano il simbolo del serpente, i significati differiscono: al Tempio di Saturno il serpente con la sfera simboleggia l’eternità e l’armonia cosmica, mentre al Tempio di Esculapio rappresenta la guarigione e la rigenerazione. Inoltre, il contesto acquatico del Tempio di Esculapio, con il suo laghetto artificiale, amplifica l’idea di purificazione e rinascita, in contrasto con il legame agricolo e naturale del Tempio di Saturno.

L’ intento celebrativo di Alessandro Torlonia

Il Tempio di Saturno non è solo un esempio di maestria artistica e architettonica, ma anche una testimonianza delle ambizioni culturali di Alessandro Torlonia. Mecenate illuminato, Torlonia era un raffinato collezionista di antichità e proprietario dei celebri “Marmi Torlonia”, la più grande collezione di statue antiche in mani private. Questi capolavori erano custoditi nel Museo Torlonia di via della Lungara, simbolo del suo impegno nella valorizzazione dell’arte e della storia.

In questo contesto, il Tempio di Saturno diventa non solo un omaggio al passato, ma un invito a riflettere sul ruolo del tempo, della cultura e dell’arte nella vita. Un messaggio che, ancor oggi, continua a parlare attraverso la pietra e il simbolismo.

Dietro la retorica si nasconde una grande storia di amicizia e fedeltà

Nel pannello della Clemenza, l’imperatore Marco Aurelio è rappresentato nell’atto di concedere clemenza a due supplici imploranti ai suoi piedi (rappresentanti delle popolazioni sconfitte). L’atto di clemenza è accompagnato probabilmente da un discorso che Marco Aurelio sta tenendo e, dall’atteggiamento di ascolto dei soldati, capiamo che le parole sono rivolte a loro più che agli sconfitti. Di fianco a lui, con uno sguardo particolarmente intenso c’è un uomo.

Copia in Gesso nel tempio di Saturno

Dalla gravità dell’espressione, mista ad ammirazione, unitamente alla vicinanza fisica alla persona dell’imperatore, capiamo che esiste una forte relazione tra i due. L’uomo è uno dei generali più fidati di Marco Aurelio: Tiberio Claudio Pompeiano. Così intimo dell’imperatore da sposarne la figlia, Lucilla, dopo la morte prematura di Lucio Vero.

Pompeiano faceva parte della stretta cerchia di generali a cui Marco Aurelio aveva affidato Commodo alla sua morte. Il figlio Commodo aveva allora 18 anni e giovane e inesperto scappò subito dal fronte per godere della vita a Roma.

Pompeiano cercò anche di difendere Lucilla dalle trame di Palazzo, ma fallì quando venne accusata e condannata a morte per aver congiurato contro il fratello. Dopo la morte di Commodo rifiutò per ben tre volte la porpora imperiale dimostrando una rara modestia e dedizione al servizio pubblico.

La sua figura rappresenta un esempio di virtù e competenza nell’amministrazione e nella strategia militare dell’Impero Romano.

Museo di Villa Torlonia

Dove si trova?

Immerso nel suggestivo parco di Villa Torlonia a Roma, il Tempio di Saturno si erge lungo il percorso che conduce alla pittoresca Casina delle Civette. L’edificio, con un pronao sorretto da quattro colonne doriche in granito, è circondato dalla vegetazione, che cela la sua parte posteriore non completata.

Artisti e Realizzazione
Il progetto fu affidato a Giovan Battista Caretti e l’opera fu ultimata nel 1838. Per la decorazione del frontone, Alessandro Torlonia scelse Vincenzo Gajassi che realizzò un bassorilievo in terracotta dal profondo simbolismo.

Condizioni Attuali
Nonostante il valore storico e culturale, il Tempio di Saturno rimane in attesa di restauro. Questo piccolo ma significativo gioiello architettonico merita di essere riportato alla sua gloria originale.

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