Era dalmata e figlio di schiavi poi liberati. Nell’autunno del 284 nell’accampamento presso Nicomedia, in Bitinia, le guardie del corpo trovarono il loro imperatore Numeriano assassinato.
L’assemblea dell’esercito proclamò allora Augusto l’uomo scelto dal consiglio dei comandanti militari: Gaio Valerio Diocleziano.
Dopo l’acclamazione, Diocleziano sale alla tribuna, si rivolge al suo vicino, il prefetto della guardia, e ai soldati grida: «Questo è l’assassino di Numeriano», dopo di che, sguainata la spada, l’affonda nel corpo di Apro.
Si avverava quello che una donna druida aveva profetizzato anni prima a Diocleziano: che avrebbe conseguito la dignità imperiale quando avesse ucciso un cinghiale (aper in latino).
Diocleziano si avvicinava ai cinquanta anni e la profezia fu interpretata sia da lui che dai soldati come volontà degli dèi. Subito dopo condusse la campagna contro Carino, fratello di Numeriano. Fu sconfitto nella vallata della Morava, ma Carino non poté giovarsene, giacché «dissoluto, ingordo predatore di femmine (nel giro di pochi mesi sposò e ripudiò nove mogli e vituperò altrettante giovani donne)», fu ucciso da un tribuno al quale aveva sedotto la moglie.
Di Diocleziano le fonti cristiane dicono che fosse timido e, ovviamente, superstizioso.
Rimasto il solo imperatore, divide l’impero con un suo commilitone, Massimiano, un pannone, a cui assegna la difesa dell’Occidente, riservando a sé l’Oriente. Ma la grande novità strutturale nel governo dell’impero ha un nome specifico: la tetrarchia.

La pace nell’impero, la difesa dei grandi fiumi, che servivano da confine (Reno, Danubio, Eufrate), erano le costanti della politica di Diocleziano. La tetrarchia doveva funzionare come il migliore antidoto contro rivolte e guerre civili, che erano poi il vero cancro dell’impero romano. Durò una ventina d’anni.
Nel 303 Diocleziano per l’unica volta arriva a Roma insieme con Massimiano.
Nel maggio del 305 sbalordisce tutti con l’abdicazione. E il primo e solo esempio in cinque secoli di imperatori. Gli ultimi anni gli furono funestati dalle vicende della figlia amatissima Valeria e della moglie Prisca, le cui vicissitudini prima con Massimino Daia, poi con Licinio seguí impotente, scrivendo lettere angosciate ora all’uno, ora all’altro. Tardi capí come la forza fosse il solo argomento (e potere) che trovava ascolto e consensi. Morí nella grigia solitudine di Salona (Solin, a pochi chilometri da Spalato) nel 313.
A Roma ha lasciato le più grandi terme pubbliche che siano mai state costruite, le Terme di Diocleziano.

Gaius Aurelius Valerius Diocletianus (22 dicembre 244 d.C.) nasce a Doclea antica città dell’ Illiaria.
Imperatore romano dal 20 novembre 284 d.C. al 1 maggio 305 d.C.
Durata del Regno: 20 anni
Predecessore: Numeriano
Successore: Costantino I
Come è morto Diocleziano? Morì di vecchiaia
Elenco degli imperatori Romani d’Occidente
Cronologia:
22 dicembre 244 d.C.: Diocleziano nasce a Doclea o Salona, nella provincia romana della Dalmazia.
20 novembre 284 d.C.: Diocleziano viene acclamato imperatore dalle legioni dopo la morte di Numeriano.
285 d.C.: Diocleziano sconfigge Carino nella battaglia del fiume Margus e diventa l’unico imperatore.
286 d.C.: Diocleziano nomina Massimiano come co-imperatore e introduce la Tetrarchia, dividendo l’impero in due parti per una migliore amministrazione.
298-299 d.C.: Diocleziano conduce campagne militari vittoriose contro i Persiani e i Sarmati.
Tra il 298 e il 306 d.C. fa costruire a Roma il più grande complesso termale mai realizzato nell’Impero Romano, occupava 13 ettari e poteva ospitare fino a 3000 persone contemporaneamente.
303 d.C.: Diocleziano emana l’Editto dei Prezzi e inizia la Grande Persecuzione dei Cristiani.
1º maggio 305 d.C.: Diocleziano abdica volontariamente e si ritira nel suo palazzo a Spalato.
313 d.C.: Diocleziano muore a Spalato.
