Il Giudizio Universale di Michelangelo

All’indomani della sua elezione al soglio pontificio, Paolo III Farnese affidò a Michelangelo la carica di supremo architetto, scultore e pittore del Palazzo apostolico. Inoltre gli affidò realizzazione di un progetto che era stato già nei programmi del suo predecessore, Clemente VII Medici: il grandioso affresco con il Giudizio Universale sulla parete dell’altare della Cappella Sistina, dove l’artista aveva dipinto la volta trent’anni prima.

Nel 1535 Michelangelo fece costruire i ponteggi e preparò la parete rivestendola con un muro a mattoni, il cui spessore degradante formava una superficie inclinata verso il basso e dunque ben visibile.

L’anno seguente si accinse a compiere la nuova opera, che comportò la distruzione di dipinti preesistenti. Il Giudizio fu completato nel 1541.

A seguito dell’ondata censoria alimentata dal concilio di Trento (1545-1563), nel gennaio del 1564 venne deciso di coprire le “scandalose” nudità delle figure michelangiolesche, poche settimane prima della morte di Michelangelo.

Il compito della revisione dell’affresco venne dato a un amico e allievo del Buonarroti, Daniele da Volterra, poi detto il Braghettone, a causa delle “braghe” con cui rivestì i corpi nudi dipinti dal maestro.

Prima del recente restauro, effettuato tra il 1990 e il 1994, la superficie dell’affresco appariva molto sporca. Il recupero ha evidenziato colori smaglianti e luminosi, sino ad allora inaspettati.

In alcune figure della composizione, secondo le fonti Michelangelo avrebbe ritratto personaggi contemporanei: San Pietro avrebbe le fattezze di Paolo III; Minosse quelle del maestro delle cerimonie Biagio da Cesena, che aveva criticato il dipinto; in san Bartolomeo andrebbe riconosciuto lo scrittore Pietro Aretino, mentre sulla pelle del suo martirio, tenuta in mano dal santo, l’autoritratto del Buonarroti.

Musei Vaticani, Cappella Sistina
Giudizio Universale
Data: 1536-1541

La Tragedia della Sepoltura: Michelangelo e Giulio II

Nel 1505, papa Giulio II incaricò Michelangelo di progettare un mausoleo, iniziando una lunga e difficile vicenda che culminò nel 1545 con un’opera ridimensionata nella cappella Della Rovere, contenente sette sculture, tra cui il Mosè.

Il Mosè di Michelangelo: Storia e Significato

Il Mosè, scolpito da Michelangelo tra il 1513 e il 1515, è parte della sepoltura di Giulio II. La scultura, caratterizzata da intensa “terribilità”, presenta una testa girata a causa di modifiche apportate da Michelangelo nel suo restauro.

La Volta Sistina

Il 10 maggio 1508 Michelangelo iniziò gli affreschi della Volta Sistina su incarico di papa Giulio II. L’opera, completata il 1° novembre 1512, sostituì una precedente decorazione e racconta la storia dell’umanità tramite oltre trecento figure. Le scene principali derivano dalla Genesi e dall’Antico Testamento, in un capolavoro di colori e forme.

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