Gli obelischi di Villa Torlonia

Geroglifici moderni

Camminando nel parco di Villa Torlonia, non è possibile non notare la presenza di due obelischi in granito rosa. Questi sono in tutto e per tutto simili agli obelischi egiziani antichi che furono trasportati a Roma nei primi secoli dell’impero. Ma sono moderni, anzi modernissimi. Risalgono al 1839 e furono commissionati da Alessandro Torlonia per celebrare la memoria del padre, Giovanni Raimondo Torlonia e della madre. Anna Maria. Il granito proviene dalla cava di Baveno, sul Lago Maggiore, sono alti oltre 10 metri e pesano 22 tonnellate ciascuno. I geroglifici sono stati incisi a Roma, sotto la direzione dell’egittologo, don Luigi Ungarelli Barnabita.

Questa la traduzione della dedica sull’obelisco dedicato a Giovanni Raimondo Torlonia:

ALESSANDRO TORLONIA DUCA DI CERI FECE ESTRARRE DALLA CAVA DI BAVENO NEL SEMPIONE DUE NOBILI OBELISCHI. / QUESTO OBELISCO È DEDICATO DA ALESSANDRO PRINCIPE DI CIVITELLA CESI A SUO PADRE GIOVANNI GIÀ DUCA DI BRACCIANO, PER RENDERE ETERNO IL SUO NOME IN PATRIA. / L’ANNO 1842, IL MESE DI MESORI IL GIORNO 28 NEL QUALE L’OBELISCO LAVORATO IN GRANITO ROSA FU ERETTO VERSO LA PORTA RIVOLTA A SETTENTRIONE.

Questa la traduzione dell’iscrizione dell’obelisco dedicato ad Anna Maria Torlonia:

IL FIGLIO DEL DUCA DI BRACCIANO HA ABBELLITO L’EDIFICIO DI SUO PADRE HA EDIFICATO CASE SONTUOSE, BRILLANTI COME IL SOLE, PER L’ETERNITÀ / CON SINGOLARE MUNIFICENZA IL DUCA ALESSANDRO TORLONIA FECE NAVIGARE I DUE OBELISCHI DAL TICINO SINO A ROMA. / QUESTO MONOLITO VENGA CHIAMATO OBELISCO DELLA FU DUCHESSA ANNA MARIA TORLONIA, FATTO SCOLPIRE DA SUO FIGLIO IN SEGNO DI OMAGGIO. / L’ANNO 1842, IL MESE DI THOT, IL GIORNO 23, FU ERETTO VERSO LA PORTA RIVOLTA A MEZZOGIORNO: CIÒ SIA PER GIORNI SENZA FINE.

La grande impresa

Questi due obelischi furono protagonisti di una grande impresa. Già la realizzazione era stata una bella sfida, considerando che i blocchi uscirono dalla cave abbozzati, vennero trasportati fino a Milano affinché lo scalpellino Antonio di Nicola Pirovano, gli desse la forma finale e solo a Roma furono completati con l’iscrizione in geroglifico.

Ma la grande avventura fu il trasporto e la messa in posa nel parco della villa. I due obelischi percorsero 2880 chilometri, passando per fiumi, canali, mare ed infine trasportati via terra.

Arrivarono a Sacco Pastore il 26 dicembre 1939 e impiegarono 8 giorni per essere trasportati fino al parco di Villa Torlonia, percorrendo circa 4 chilometri. Al loro arrivo il 26 dicembre, si era riunita una folla immensa per ammirare gli obelischi.
Sulla piana, la mattina del 26 dicembre 1839, si raduna una folla immensa. I signori arrivano su carrozze e cocchi, cavalli vengono legati alle palizzate. Tutto intorno si ergono i baracchini di venditori che, fiutando l’affare, si sono precipitati ad allestire i propri banchi dove sanno che accorreranno centinaia di persone. All’improvviso si leva uno squillo di trombe, le bande cominciano a suonare e dalle navi attraccate partono colpi di cannone a salve: il principe Alessandro Torlonia è arrivato. Un rullo di tamburi inaugura le operazioni di sollevamento della nave che verrà trasportata, tutta intera con dentro gli obelischi, fino alla villa.” (Fonte “La storia di Montesacro”, a cura di Sara Fabrizi, edizioni Community Book, pag.76, edizione 2021).

Il 4 gennaio 1840 cominciarono i lavori per incidere le dediche in geroglifico, con gli obelischi ancora poggiati sull’imbarcazione che li aveva trasportati. Il modello dei geroglifici era stato preso dall’obelisco di San Giovanni in Laterano.

Il 4 giugno 1842 in un clima di grande festa a cui parteciparono anche Papa Gregorio XVI e il re di Baviera Ludovico I, venne innalzato l’obelisco dedicato a Giovanni Torlonia ed un mese dopo quello dedicato ad Anna Maria.

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