Descrizione dell’opera
La fuga di Enea dalla città di Troia in fiamme fu, secondo la narrazione fatta da Virgilio nel II libro dell’Eneide, l’evento che diede origine alla fondazione dell’impero di Roma e quindi, nell’ottica cristiana, di quello della Chiesa: era stata quindi più volte rappresentata in pittura.

Bernini immagina l’eroe che avanza lento, con lo sguardo fisso, portando sulle spalle l’anziano padre Anchise, che con la mano sinistra ha appoggiato sulla testa di Enea il keramos Troikos, il vaso con le ossa degli avi, decorato con le statuette dei Penati, mentre il piccolo Ascanio compare impaurito subito dietro di loro.
Anchise indossa un berretto frigio, di foggia orientale, e ha i fianchi coperti dalla pelle di leone che scivola poi sulla gamba sinistra di Enea. Ascanio porta invece il fuoco sacro di Vesta e trascina un grande mantello con le frange. La pelle e il drappo si uniscono a formare un solido supporto per la scultura, che altrimenti risulterebbe pericolosamente sbilanciata in avanti. […]



Citazioni e influenze
La critica ha individuato i riferimenti visivi di Bernini nel Cristo di Michelangelo in Santa Maria sopra Minerva a Roma, ma soprattutto in precedenti pittorici, dal celebre affresco di Raffaello nella Stanza dell’Incendio di Borgo a quello della Sala dell’Eneide di Palazzo Fava a Bologna, dove i Carracci, modello dichiarato dello scultore, rappresentano Enea di schiena e Anchise che si tiene in equilibrio appoggiando la mano destra sulla spalla del figlio, proprio come nel gruppo Borghese.



Significato simbolico dell’opera
Il soggetto della scultura si adattava molto bene a raccontare anche la relazione tra lo zio Paolo V e il nipote Scipione, tra la saggezza della vecchiaia e il vigore della giovinezza, tanto più che in latino il termine scipio indica il bastone al quale ci si appoggia e come tale il cardinal nipote era celebrato dai letterati della corte Borghese. […]
L’antico tema delle tre età della vita, rappresentato dal contrasto tra l’atletico corpo di Enea e quello scarnificato dell’anziano padre, può allora essere letto in un più puntuale riferimento al sostegno fornito da Scipione/Enea alla politica di
Paolo V/Anchise.
Fonte: “Bernini. I grandi maestri dell’arte.” A cura di Maria Rodinò di Miglione. Scala Group editore, edizione 2024, pagina 12
Roma, Galleria Borghese
Piazzale Scipione Borghese 5,
00197 Roma, Italia
https://galleriaborghese.beniculturali.it/
Data: 1618-1619
Marmo, altezza 219 cm
Artista: Gian Lorenzo Bernini
Committente: Cardinale Scipione Borghese, uno dei più importanti mecenati e collezionisti del primo seicento.
L’artista:
Gian Lorenzo Bernini
Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) è stato un eminente artista italiano famoso per il suo impatto sul barocco, eccellendo in scultura, architettura e pittura. Considerato un genio dai contemporanei, ha lasciato un’eredità duratura influenzando generazioni future, con opere iconiche come “Estasi di Santa Teresa” e il colonnato di San Pietro.
Il ratto di Proserpina
Bernini rappresenta il rapimento di Proserpina da Plutone, simbolizzando la transizione delle stagioni e la fragilità della vita. La scultura combina poesia e arte per riflettere sull’esistenza e invita a considerare la responsabilità del potere.
Fontana dei Quattro Fiumi
La Fontana dei Fiumi, realizzata da Bernini tra il 1647 e il 1651, celebra il potere papale tramite simboli dei fiumi e un obelisco. Rappresenta quattro continenti e riflette l’abilità architettonica dell’artista, integrandosi elegantemente nella piazza.
