Realizzata da Gian Lorenzo Bernini tra il 1647 e il 1651
“Roma è una città ricca di fontane e Bernini amava l’acqua, che faceva bene “al suo spirito”, come dirà a Chantelou.

Nella Fontana dei Fiumi con un’intuizione geniale riesce a sintetizzare le esigenze dinastiche di Innocenzo X, la citazione classica dei possenti nudi maschili sdraiati – che da sempre rappresentano i Fiumi nell’arte romana – e l’idea della grande roccia al centro, aperta su quattro lati come un antico arco quadrifronte, ma abitata da animali veri e fantastici, che nuotano anche nell’acqua, mentre le piante, un tempo colorate, spuntano ovunque. Gli elementi naturali si uniscono così alle figure simboliche dei Fiumi (i quattro continenti) e all’obelisco egizio (la sapienza divina), per celebrare il ruolo del papa e della Chiesa, evangelizzatrice delle genti di tutto il mondo.



La fontana diviene il fulcro della piazza dei Pamphilj, è un centrotavola monumentale che non ne disturba l’unità visiva, perché il piccolo obelisco, innalzato su un alto plinto, insiste su una grande apertura che svuota la roccia, sfidando le leggi della statica e rivelando al mondo le capacità architettoniche di Bernini, messe in dubbio l’anno precedente con la demolizione del campanile. Domenico Bernini racconta che il padre volle togliersi la soddisfazione di prendere in giro “i più idioti o i men prattici” che credevano di “haver veduta tremar la guglia”: l’artista, che era anche autore, regista e attore di numerose commedie, organizzò una divertente messa in scena, nella quale si finse preoccupato per il rischio di un imminente crollo dell’obelisco, che decise allora di fissare con “quattro deboli spaghi” alle case circostanti, prima di andar via compiaciuto e rassicurato.
La fontana presenta quattro diversi punti di vista, corrispondenti ai lati dell’obelisco, ma due di essi, quelli paralleli alla facciata di Sant’Agnese in Agone, consentono una visione privilegiata delle dinamiche sculture sedute sulle rocce.

Uscendo dalla chiesa, lo spettatore vede a sinistra il Rio della Plata, l’unica figura che presenta un volto dai tratti non europei, con un’esotica cavigliera e una gran quantità di monete e a destra il Danubio, che rappresenta l’Europa, mentre un cavallo sbuca dalla montagna al centro. Sul lato opposto, quello orientale, compare il Gange con il lungo remo e il Nilo, che si copre la testa: tra di loro si scorge un leone, che sembra uscito dalla cavità per abbeverarsi e una palma agitata dal vento. Girando intorno alla bassa vasca, al centro degli altri lati i due grandi stemmi del papa Pamphilj, sostenuti dal Danubio e dal Nilo; una colomba in bronzo, con l’ulivo di pace nel becco, sormonta l’obelisco, alludendo alla luce di Innocenzo X Pamphilj e insieme allo Spirito Santo che si diffonde tra i popoli che abitano i quattro continenti.
Fonte: Bernini, collana “I grandi Maestri dell’Arte” a cura di Maria Rodinò di Miglione, Scala Group, pag. 82”
Le 10 maggiori attrazioni di Roma:
- Colosseo
- Pantheon
- Basilica di San Pietro e Piazza San Pietro
- Musei Vaticani
- Fontana di Trevi
- Musei Capitolini
- Piazza di Spagna
- Piazza Navona
- Parco Archeologico del Palatino
- Castel Sant’Angelo
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