Frammenti di un rilievo commemorativo delle imprese di un ignoto gladiatore (contraretiarius), raffigurato in diversi combattimenti (pugnae) con i suoi avversari retiari (gladiatori muniti di rete e tridente). Le iscrizioni indicano il numero dei combattimenti vinti (I, XI, XII) e il nome dei gladiatori sconfitti: Improbo, Panterisco e Ilaro.











Storia dell’Ars Gladiatoria
Origine
L’ars gladiatoria, l’arte dei gladiatori, affonda le sue radici nelle antiche tradizioni funerarie etrusche, dove i combattimenti tra schiavi erano offerti come sacrificio agli dei per placare gli spiriti dei defunti. Questi combattimenti rituali divennero nel tempo spettacoli pubblici durante l’epoca della Repubblica Romana e raggiungendo il loro apice sotto l’Impero Romano.
I primi combattimenti gladiatori a Roma furono tenuti nel 264 a.C. durante i funerali di Giunio Bruto Pera. Questi spettacoli si diffusero rapidamente, diventando eventi sempre più grandiosi e complessi. Il Colosseo, inaugurato nell’80 d.C., è il simbolo più famoso di questi giochi.
Sviluppo
Con il passare del tempo, i combattimenti tra gladiatori divennero uno dei principali intrattenimenti pubblici, sostenuti sia da ricchi patrizi che dagli stessi imperatori. I gladiatori venivano addestrati in scuole specializzate chiamate ludi e venivano classificati in diverse categorie in base alle loro armi e stili di combattimento. Le categorie più comuni includevano:
- Murmillo: Armati di gladio e scudo rettangolare.
- Retiarius: Combattenti con una rete e un tridente.
- Thraex: Armati di sica, una spada ricurva, e di uno scudo piccolo.
- Secutor o Contraretiarius: Simili ai murmillo ma con un elmo liscio e rotondo per combattere i retiarius.
Donne Gladiatori?
Per alcuni studiosi la risposta è sì, esistevano donne gladiatori, chiamate gladiatrici. Secondo questi storici , anche se erano rare, alcune donne coraggiose combattevano negli stessi spettacoli degli uomini. A sostegno della loro tesi, citano lo storico romano Tacito, che descrisse un gioco in cui le donne nobili combattevano per intrattenere il pubblico. Nel 200 d.C., l’imperatore Settimio Severo proibì formalmente la partecipazione delle donne ai giochi gladiatori.
Coraggio e abilità
L’arte dei gladiatori non era solo una forma di intrattenimento, ma anche un simbolo di coraggio e abilità. Questi combattimenti ci offrono uno sguardo affascinante sulla cultura e sulla società dell’antica Roma, e le storie delle gladiatrici aggiungono un ulteriore livello di profondità a questa tradizione storica.
I gladiatori romani che perdevano erano spesso sepolti in cimiteri riservati per persone del loro rango. In alcuni casi, le loro tombe erano pagate dai loro compagni o dalle associazioni di gladiatori. Le sepolture includevano spesso iscrizioni funerarie che commemoravano il loro coraggio e le loro gesta.
I gladiatori che vincevano, d’altra parte, potevano ricevere onorificenze speciali e, in alcuni casi, premi in denaro. Alcuni dei più celebri gladiatori vittoriosi potevano ottenere il congedo e vivere una vita rispettabile dopo la loro carriera nell’arena.
Museo Terme di Diocleziano
Indirizzo: Via Enrico de Nicola, 78 – 00185 Roma
Costo Indicativo del biglietto: 10,00 euro
Gratuità: prima domenica del mese
Musei dedicati a Roma Antica:
Musei Capitolini
Museo Centrale Montemartini
Musei Vaticani
Museo Nazionale Romano
Museo Nazionale Etrusco
Museo di scultura antica Barracco
Museo della Civiltà Romana
Parchi archeologici:
Parco Archeologico del Colosseo
Mercati di Traiano
Mausoleo di Augusto
Terme di Caracalla
Museo dell’Ara Pacis
Parco Archeologico Appia Antica
Basilica Sotterranea di Porta Maggiore
Villa di Livia
