Macchine, motori diesel e Roma Antica

La Sala Macchine

Dal piano terra una piccola scala conduce alla sala più bella della Centrale, un grandioso ambiente scandito in navate da due colossali motori Diesel e caratterizzato da uno studio raffinato dei dettagli. Il pavimento a mosaico segna con bordature policrome il perimetro delle macchine, le pareti sono impreziosite da una zoccolatura in finto marmo sulla quale correva una decorazione pittorica a festoni, mentre l’illuminazione arriva da elegantissimi lumi di ghisa blu.

Nella Sala Macchine è riassunta la grandiosità dei complessi architettonici dell’area monumentale. Una galleria di divinità sulla quale predomina con la sua mole una statua di Atena conduce alla ricostruzione del frontone del Tempio di Apollo Sosiano, posto sotto il carro ponte nella posizione di maggiore prestigio per ricordare la grande opera di rinnovamento della città e di restauro degli edifici religiosi da parte dell’imperatore Augusto. Fu in quell’epoca che furono restaurati o addirittura ricostruiti ben 82 templi.

Al di là del frontone, in uno spazio delimitato e concluso sul fondo da una vetrata oltre la quale si stagliano le sagome di capannoni industriali in disuso, si suggerisce idealmente al visitatore di entrare all’interno del tempio: è ricostruita una delle edicole che decoravano l’ordine inferiore e il grande fregio sovrastante che raffigura le scene del triplice trionfo di Augusto.

Sull’altro lato della Sala sono ricomposti i complessi più evocativi del Campidoglio e, in particolare, i monumenti che sorgevano intorno al Tempio di Giove Capitolino e al santuario di Fides publica, la divinità che tutelava i trattati internazionali (teste colossali di culto, monumento c.d. di Bocco re della Mauretania, monumento dei re asiani). Si tratta di importanti testimonianze dell’epoca tardorepubblicana che in parte possono essere riferite alla figura di Silla e a un suo intervento in chiave propagandistica sul Campidoglio (statua di Aristogitone).

Dalla parte opposta, oltre i monumentali resti dell’Apollo Sosiano, si erge la testa colossale di Fortuna, i piedi e il braccio che facevano parte della statua di culto del tempio B di Largo Argentina.

Notevole interesse riveste la statua di Agrippina minore, ripresa nella posa di sacerdotessa, che probabilmente figurava nella decorazione della cella del Tempio del divo Claudio sul Celio. Doveva far parte di un progetto unitario volto ad esprimere una politica di regime e l’avvento al potere, dopo la scomparsa dell’imperatore Claudio, di sua moglie Agrippina e di Nerone, figlio di primo letto dell’imperatrice.

Museo Centrale Montemartini
Indirizzo: via Ostiense 106 – 00154 Roma

Fonte “Musei Capitolini” Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali Sovraintendenza ai Beni Culturali pagg. 206-207 – Mondadori Electa 2006