La statua di Ercole

L’imperatore Commodo rappresentato come Ercole

Conservato presso i musei Capitolini

Il busto rappresenta uno dei capolavori più celebrati della ritrattistica romana e ritrae l’imperatore Commodo (180-192 d.C.) sotto le spoglie di Ercole, del quale ha adottato gli attributi: la pelle di leone sul capo, la clava nella mano destra, i pomi delle Esperidi nella mano sinistra a ricordo di alcune delle fatiche dell’eroe greco.

Il busto, straordinariamente ben conservato, poggia su una complessa composizione allegorica: due Amazzoni inginocchiate (solo una è conservata) ai lati di un globo decorato con i simboli zodiacali, sorreggono cornucopie che si intrecciano a una pelta, il caratteristico scudo delle Amazzoni.

L’intento celebrativo che, con un linguaggio ricco di simboli, impone il culto divino dell’imperatore è accentuato dalla presenza di due tritoni marini che fiancheggiano la figura centrale come segno di apoteosi.

Fonte: Musei Capitolini. Guida. Assessorato alle Politiche Culturali, Mondadori Electa, 2006 pag. 116

Occultato per salvarlo dalla “damnatio memoriae”

Questa statua bellissima si è salvata perché è stata nascosta per centinaia di anni.

Il gruppo fu rinvenuto nel 1874 in una camera sotterranea del complesso degli Horti Lamiani, segno probabilmente di un tentativo di occultamento.

L’imperatore Commodo morì il 31 dicembre 192 assassinato per ordine del Senato e venne condannato alla damnatio memoriae. In pratica tutte le statue e i monumenti celebrativi in suo onore dovevano essere cancellati e distrutti affinché il suo ricordo non rimanesse nella memoria di Roma.

Amato dal popolo, si dimostrò crudele ed autoritario nei confronti della classe dirigente. I suoi atteggiamenti da monarca assoluto erano considerati offensivi dal Senato.

Il carattere megalomane di Commodo si manifestò in diversi episodi:

  • partecipando ai giochi come gladiatore nel Colosseo;
  • rifondando Roma e chiamandola Colonia Commodiana (come forse avrebbe voluto fare Nerone nel 64) a seguito del devastante incendio del 190;
  • cambiando i nomi ai mesi del calendario in suo onore ( i primi 5 mesi dell’anno erano i suoi nomi e titoli Lucius era gennaio, Aelius era febbraio, marzo era Aurelius, aprile era Commodus e maggio Augustus, mentra giugno e luglio proprio per il suo amore per la figura del mitico eroe greco erano Hercules Romanus).

Come ci ricorda Dione Cassio nella sua Historia Augusta, la volontà di cancellare il suo ricordo era fortissima, dopo la sua morte:

«Che il ricordo dell’assassino e del gladiatore sia cancellato del tutto. Lasciate che le statue dell’assassino e del gladiatore siano rovesciate. Lasciate che la memoria dell’osceno gladiatore sia completamente cancellata.
Gettate il gladiatore nell’ossario. Ascolta o Cesare: lascia che l’omicida sia trascinato con un gancio, alla maniera dei nostri padri, lascia che l’assassino del Senato sia trascinato con il gancio. Più feroce di Domiziano, più turpe di Nerone.

Ciò che ha fatto agli altri, sia fatto a lui stesso. Sia da salvare invece il ricordo di chi è senza colpa. Si ripristinino gli onori degli innocenti, vi prego»

Musei Capitolini
Palazzo dei Conservatori, Sala degli Horti Lamiani

Lucius Aelius Aurelius Commodus

Erede dell’imperatore Marco Aurelio, dinastia Antonina.
Nasce il 31 agosto 161 e muore il 31 dicembre 192.

Associato al potere dal padre nel 177. Governò in maniera autoritaria alla morte di lui dal 180 per i dodici anni successivi.

Odiato dal Senato era però molto amato dal popolo.

Dopo la damnazio memoriae è stato riabilitato da Settimio Severo, che voleva ricollegarsi alla dinastia Antonina.

Musei dedicati a Roma Antica:
Museo Centrale Montemartini
Musei Vaticani
Museo Nazionale Romano
Museo Nazionale Etrusco
Museo di scultura antica Barracco
Museo della Civiltà Romana

Parchi archeologici:
Parco Archeologico del Colosseo
Mercati di Traiano
Mausoleo di Augusto
Terme di Caracalla
Museo dell’Ara Pacis
Parco Archeologico Appia Antica
Basilica Sotterranea di Porta Maggiore
Villa di Liviai

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Ricostruzione del Colosso di Costantino

Alla fine del Quattrocento, i frammenti della statua di Costantino furono collocati al Palazzo dei Conservatori. Nel 2022, è stata inaugurata una replica 1:1 al Giardino di Villa Caffarelli, ricostruita grazie alla tecnologia digitale e per celebrare l’imperatore.

Piazza del Campidoglio

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