Portus l’antico porto di Roma

46 d.C. l’imperatore Claudio fa costruire un porto 3km a nord di Ostia, il Portus Ostiensis Augusti.

64 d.C. il porto viene inaugurato da Nerone.

100-112 d.C. Apollodoro di Damasco per conto di Traiano aggiunge il bacino esagonale al porto di Claudio

 537 d.C. invasione dei Goti, i cittadini di Portus fuggirono, spopolando la città a beneficio di altri insediamenti meglio difesi..

All’inizio del I secolo d. C. Roma sfiorava il milione di abitanti. Gran parte delle derrate necessarie al suo sostentamento transitavano a Ostia, porto-canale alla foce del Tevere, che presto divenne insufficiente e inaccessibile alle navi più grandi.

Nel 46 d.C. l’imperatore Claudio decise di far costruire un porto 3 km a nord di Ostia, il Portus Ostiensis Augusti.
Due moli chiudevano un enorme bacino di 150 ettari, con l’ingresso indicato da un faro fondato su un’isola artificiale. Due canali di collegamento con il Tevere permettevano di ridurre l’effetto delle piene a Roma e facilitavano i trasporti.

Inaugurato da Nerone nel 64 d.C. il porto era però troppo grande e tra il 100 e il 112 d.C. l’imperatore Traiano fece costruire un bacino esagonale di 36 ettari interno rispetto a quello di Claudio. Il porto divenne nel tempo una città, Portus, il cui ruolo fu fondamentale per lo sviluppo della capitale e che, pur in dimensioni ridotte, rimase in funzione fino all’alto Medioevo.

Per permettere l’alaggio delle navi che risalivano il Tevere, una via correva sulle sponde e lungo il percorso si trovavano degli approdi per le soste.
Quasi tre giorni di navigazione fluviale erano necessari per coprire i 35 km che separavano il complesso portuale di Ostia-Portus da Roma. Per la discesa, battellieri si servivano della corrente del Tevere.

L’alaggio era effettuato a forza di braccia da uomini o da animali. Nel VI sec. d.C., Procopio di Cesarea descrive il tiro delle barche.

“Fin dall’origine i Romani hanno reso piana e senza ostacoli la strada che conduce da Portus a Roma. Numerose barche sono sempre ancorate nel porto e un gran numero di buoi è disponibile nelle immediate vicinanze. Quando i mercanti arrivano con le loro navi, sbarcano le mercanzie, le mettono sulle barche e risalgono il fiume fino a Roma, senza servirsi né di vele né di remi [..] attaccano le barche al giogo dei buoi e le tirano fino a Roma come carretti.”

Il tiro delle barche ha continuato a essere praticato sul Tevere fino all’epoca moderna. Il trasporto per via d’acqua permetteva di far viaggiare merci voluminose e pesanti su lunghe distanze. In età romana una nave da trasporto di media grandezza poteva caricare circa 150 tonnellate e arrivare ad Ostia da Cadice o da Alessandria d’Egitto in una settimana.

Roma tra il I e il IV secolo d.C. era una città enorme ed il principale mercato del
Mediterraneo.
Giungevano qui da ogni provincia e dai centri al di fuori dei confini dell’impero ogni tipo di mercanzia, metalli, legni, marmi, beni di lusso senza dimenticare il grano, l’alimento base della popolazione.
Secondo Flavio Giuseppe, vissuto nel I secolo d.C. ogni anno arrivavano a Roma solo dall’Egitto 150.000 tonnellate di grano, sufficienti a nutrire la città per quattro mesi. Gli altri prodotti di largo consumo erano il vino, l’olio, usato non solo per l’alimentazione ma anche per l’illuminazione e per l’igiene del corpo, e una salsa di pesce molto apprezzata, il garum.

Siti ufficiali dei Musei e delle aree archeologiche:
Porto di Claudio e di Traiano
Necropoli di Porto
Ostia Antica

Museo delle Navi di Fiumicino

Parco privato:
Oasi di Porto

Fonti:
Roma eredi di un impero
Ulisse il piacere della scoperta

Indicazioni utili per preparare la visita:

La memoria di Portus è stata cancellata nei secoli, bisogna fare uno sforzo per ripercorrere a ritroso la sua storia e ricostruirne l’immagine.

Dal 1976 al 1984 in questa area si potevano vedere in libertà leoni, scimmie, giraffe, elefanti e perfino rinoceronti, qui infatti c’era il safari di Roma di proprietà della famiglia Torlonia.

Istituto Luce – Pubblicità: 1976 Lo Zoo safari di Fiumicino. 5000 lire a macchina.

Una parte venne espropriata dando vita al Parco Archeologico del Porto di Roma. Ma una parte è ancora di proprietà della famiglia e viene gestita come oasi protetta da un’associazione di volontari. Oggi è possibile ammirare sul bacino di Traiano bellissimi uccelli migratori come gli aironi cinerini ed incontrare daini in libertà.

Per accedere al bacino di Traiano bisogna prenotare una visita presso l’associazione Oasi di Porto: Via Portuense n°2264, (00050) Fiumicino RM, Segreteria del Consorzio Oasi di Porto tel. 06/5880880

Gli scavi del porto di Roma sono accanto.

Vale la pena visitare anche il Museo delle navi romane – via Alessandro Guidoni, 00054 Fiumicino – dove sarà possibile ammirare 4 navi antiche rinvenute negli anni 60 duranti i lavori di costruzione dell’aeroporto di Fiumicino.